Germania: urla strazianti e abusi sugli animali nel laboratorio di farmacologia


Indagine in Germania: scoperto l’ennesimo abuso in un laboratorio di farmacologia

L’Associazione tedesca Soko Tierschutz insieme a Cruelty Free International ha svolto un’indagine presso il laboratorio di farmacologia e tossicologia LPT di Mienenbuttel, alla periferia di Amburgo.

L’inchiesta è stata realizzata grazie a un’attivista infiltrata che, dopo 4 mesi sotto copertura, ha diffuso immagini e filmati degni di un film dell’orrore. Scene raccapriccianti: le scimmie vengono afferrate senza alcuna pietà e legate in imbracature metalliche per poi essere gettate in cestini di plastica una volta decedute. Cani, soprattutto Beagle, e gatti torturati, sanguinanti, lasciati poi a morire o appesi a testa in giù. Abbandonati in un angolo.

Secondo Cruelty Free International, agli animali in LPT venivano iniettate grandi quantità di sostanze per misurare gli effetti tossici. Tra gli effetti collaterali vomito, emorragie interne, difficoltà respiratorie, febbre, perdita di peso, letargia e morte. Peggio ancora, non viene data anestesia o sollievo dal dolore. Le urla sono strazianti.

E noi cosa possiamo fare?

Scene che farebbero rabbrividire chiunque, vite sacrificate inutilmente per i giochi sadici di qualcuno. LPT conduce sperimentazioni a livello globale e a questo punto la domanda è una, forte e concisa: come è possibile che ancora oggi, nel 2019, dopo tante promesse venga permesso che si compia ancora questo abominio allo scopo di certificare un farmaco?

Come fanno i governi a permettere una crudeltà tale? Come è possibile non muovere un dito per far fronte a situazioni del genere? Forse le leggi che proteggono gli animali non sono ancora così forti. Forse la più grande urgenza al momento è proprio quella di rafforzarle.

E noi, nel nostro piccolo, cosa possiamo fare? Partiamo da qui. Partiamo da noi: il primo passo è l’adesione allo Standard Internazionale entrato in vigore 11 marzo 2013, ma questo non è riportato in alcuna etichetta. Occorre conoscere la lista delle ditte che hanno aderito formalmente allo Standard internazionale “Non testato su animali”.

Immagine in evidenza via Soko Tierschutz

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