Un team di ricercatori cinesi ha creato un innovativo materiale fonoassorbente ispirato al piumaggio dei gufi.

2 Agosto 2025 di Letizia

Chi ha avuto la fortuna di osservare un gufo in volo conosce la sua magia: il silenzio. Questi rapaci notturni si muovono nell’aria senza emettere quasi alcun suono, una caratteristica che li distingue da tutti gli altri uccelli. Questo “volo silenzioso” non è solo affascinante, ma è anche il risultato di un’evoluzione millenaria che ha reso le loro piume capaci di assorbire e smorzare efficacemente i rumori, sia acuti che profondi.

Oggi, proprio da questo silenzio prende forma una nuova tecnologia. Un team di ricercatori cinesi guidati da Dingding Zong ha sviluppato un innovativo materiale fonoassorbente ispirato alla struttura delle piume dei gufi.

Si tratta di un aerogel a doppio strato, leggerissimo e poroso, pensato per assorbire una vasta gamma di suoni. Un passo concreto nella lotta contro l’inquinamento acustico, una forma di inquinamento spesso sottovalutata ma con forti ripercussioni sulla salute.

Inquinamento acustico: un nemico invisibile per la salute

Quando si parla di inquinamento, si pensa quasi sempre a quello dell’aria o dell’acqua. Eppure, il rumore eccessivo è un problema ambientale molto serio, che l’Organizzazione Mondiale della Sanità considera tra i principali rischi per la salute urbana.

L’esposizione costante al rumore può causare perdita dell’udito, disturbi del sonno, stress cronico, problemi cardiovascolari e perfino un aumento del rischio di diabete di tipo 2. Eppure, eliminare alla radice le fonti di rumore – motori, fabbriche, traffico urbano – è spesso irrealistico.

Ecco perché da decenni si cercano soluzioni in grado di assorbire o attenuare il rumore. I materiali fonoassorbenti esistenti, però, hanno dei limiti: alcuni funzionano solo con rumori acuti, altri solo con quelli profondi. Per ottenere una copertura più ampia, bisogna stratificare diversi materiali, aumentando però peso, spessore e costi.

Dalla natura alla scienza: il gufo maestro d’ingegneria

Di fronte a questi limiti, i ricercatori hanno guardato altrove. E quel “altrove” è la natura. Il gruppo di Dingding Zong ha studiato a fondo la struttura delle piume dei gufi e ha riprodotto il principio con una tecnica innovativa chiamata emulsion-templated freeze-reconstruction.

Il processo prevede il congelamento di gocce di esano all’interno di una matrice soffice. Rimuovendole, si ottiene una rete porosa che ricorda il piumaggio morbido e leggero dei rapaci notturni.

A questo primo strato è stato poi aggiunto un secondo, creato con nanofibre di silicio, simile alla parte esterna delle piume. Il risultato? Un aerogel bistrato, ispirato alla struttura naturale del gufo.

  • Strato inferiore: ricorda la pelle del gufo, con minuscole cavità in grado di assorbire i suoni a bassa frequenza.
  • Strato superiore: morbido e fibroso, imita le piume e assorbe le alte frequenze.

Un materiale che “ascolta” il silenzio

I test effettuati in laboratorio hanno dato risultati più che promettenti. Il nuovo aerogel è capace di assorbire fino al 58% delle onde sonore che lo colpiscono. Per fare un esempio concreto, è in grado di ridurre il rumore di un motore da 87,5 a 78,6 decibel, portandolo al di sotto della soglia considerata sicura per l’udito umano.

In altre parole, questo materiale non solo è efficace, ma potrebbe davvero fare la differenza in contesti dove il rumore è una costante nei veicoli, negli impianti industriali o negli edifici urbani. Essendo leggero, compatto, efficiente e resistente, l’aerogel ispirato al gufo è una soluzione ideale per affrontare l’inquinamento acustico senza compromettere lo spazio o aumentare troppo i costi.

Quando la natura insegna: la biomimetica in azione

Lo studio è un perfetto esempio di biomimetica – o biomimicry, come viene chiamata in inglese – una disciplina che prende ispirazione dai processi naturali per sviluppare tecnologie sostenibili. I gufi, da sempre ammirati da ornitologi e appassionati di natura, diventano ora fonte di ispirazione anche per ingegneri dei materiali e scienziati.

La loro silenziosa maestria nel volo ci insegna che, a volte, le soluzioni migliori esistono già in natura: basta saperle osservare. E forse, se ascoltiamo con attenzione, la natura ha ancora molti altri segreti da svelare… Magari sussurrandoli, senza fare rumore.

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