La storia del lupo buono del Salento


Convivere con la fauna selvatica necessita rispetto reciproco. Per questo motivo, l’Enpa (Ente Protezione Animali) si è dichiarata da un lato molto soddisfatta della gestione della vicenda del “lupo di Otranto”, dall’altro cosciente che c’è ancora molto da fare per permettere una convivenza pacifica tra uomo e animale.

Come riportato dalla «Gazzetta del Mezzogiorno», le tracce di lupi nel Salento risalgono al 2015, ma in questo caso sono arrivate conferme visive. Infatti, attorno al 20 Giugno un giovane lupo era stato avvistato sul litorale salentino mentre passeggiava tranquillamente per la spiaggia. Il lupetto si era addirittura fermato a giocare con i passanti, rubacchiando asciugamani e canne da pesca ed era arrivato a rispondere a richiami e fischi degli umani, quasi come fosse un cane. Proprio per questo suo docile comportamento, gli esperti avevano iniziato a considerare l’ipotesi che fosse stato tenuto in cattività dalla nascita, o quasi.

Anche la successiva apparizione del lupo era stata piuttosto insolita. La «Stampa» racconta di come il 26 Giugno una bambina si trovasse in un tratto di pineta che collega due residence degli Alimini, insieme ai suoi genitori e tre amichetti, quando a un tratto è stata avvicinata dal lupetto. Quest’ultimo ha addentato il vestito della bambina, senza arrecarle alcun danno, come poi verificato da un’ambulanza chiamata in soccorso. A quel punto, anche il WWF ha deciso di intervenire. Infatti, dai vari video e foto fatte dai turisti, appariva chiaro che il lupo avesse il segno di un collare che confermava l’ipotesi di precedente detenzione in cattività. WWF Italia ha parlato anche di una praticagrave e illegale” scoperta dall’operazione “Ave Lupo” dei Carabinieri Forestali:

[Questa pratica] vede lupi selvatici detenuti illegalmente da privati per essere incrociati con razze canine lupoidi (cani lupo cecoslovacchi, cani lupo di Saarloos) o di altri ibridi commerciali ai limiti della legalità (American wolf-dogs), al fine di produrre individui sempre più simili a lupi da vendere a cifre da capogiro.

Il WWF ha proseguito invocando l’intervento da parte del Ministero dell’Ambiente e di Ispra, che si sarebbero dovuti occupare della cattura e del trasporto dell’animale in una struttura adatta, in quanto non più in grado di vivere in natura. Inoltre, questa vicenda ha riaperto alla necessità del rilancio del nuovo Piano di Conservazione e Gestione del Lupo in Italia, attualmente bloccato in Conferenza Stato-Regioni, in modo da escludere abbattimenti e traffici illegali.

Poi, la zona era stata messa sotto la sorveglianza delle forze dell’ordine e nessun altro avvistamento era stato segnalato. Fin quando, il 10 di Luglio, una turista 47enne ha raccontato di essere stata avvicinata da un lupo mentre faceva jogging in un villaggio turistico di Otranto. L’animale sarebbe poi sparito e la donna trasportata al pronto soccorso dell’ospedale Veris Delli Ponti di Scorrano per medicare alcuni graffi e segni di morsi, per fortuna non gravi. In seguito, molti esperti si sono chiesti se si trattasse dello stesso lupo e non piuttosto di un cane inselvatichito, visto l’insolito svolgimento degli eventi, e considerato che la specie è generalmente molto schiva se non provocata.

A ogni modo, il cosiddetto “lupo buono degli alimini” è stato catturato nella serata del 14 Luglio dal gruppo faunistico del Parco Nazionale della Majella col supporto dei Carabinieri Forestali di Otranto. La cattura è stata affidata ad alcuni esperti che gli hanno sparato un sonnifero a distanza, avendo cura di non traumatizzarlo. Il lupetto è stato poi affidato al Centro Tutela Fauna di Monte Adone, dove vivrà lontano dal pubblico insieme ad altri suoi simili. Il benessere del lupo è, quindi, salvo.

Rimane da valutare il perché manchino sanzioni apposite per chi assume atteggiamenti scorretti verso la fauna selvatica. Infatti, inseguire, nutrire e filmare specie selvatiche è assolutamente sbagliato e potrebbe portare a conseguenze disastrose. Lo stesso Ministro dell’Ambiente Costa ha affermato che

in questo caso il Comune di Otranto aveva anche emesso un’ordinanza che proibiva di avvicinarsi all’animale particolarmente socievole, ma molti turisti hanno continuato a cercarlo e a lasciargli cibo nella vicina pineta.

Perciò, per quanto socievole possa essere, un lupo non è un animale da compagnia e non deve essere trattato come tale. Dunque, è sempre bene informarsi su quali comportamenti è meglio evitare per non incorrere in rischi, rispettando così l’equilibrio e l’armonia della natura.

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