Cani tra le pagine: ecco gli animali che hanno ispirato storie e favole


Cani tra le pagine che hanno ispirato storie e favole

I cani hanno ispirato scrittori e poeti fin da quando l’uomo ha iniziato a mettere per iscritto pensieri ed emozioni, tanto che i primi “personaggi a quattro zampe” appartengono a un tempo ancora sospeso tra storia e mito.
Così è per Argo il primo a riconoscere Ulisse al suo ritorno a Itaca: di lui, nel XVII canto dell’Odissea, Omero riesce a condensare in pochi versi tutto l’amore 
e la fedeltà per il suo padrone. E ancora, Peritas l’eroico cane di Alessandro Magno, di cui ci parla Plinio il Vecchio nel I secolo d.C. nella sua Naturalis Historia, e Cabal, il cane di re Artù, protagonista della caccia al feroce cinghiale Twrch Trwyth: la vicenda è narrata nel racconto medievale Culhwch e Olwen, uno dei più antichi del ciclo arturiano. Dai poemi classici e medievali alle favole, anche qui il cane è protagonista: tra gli autori più celebri ricordiamo lo scrittore greco Esopo e il latino Fedro cui s’ispirò lo scrittore Jean de La Fontaine nel Seicento. Nel solco di questa tradizione non si può non citare Beatrix Potter, famosa agli inizi del Novecento per i suoi racconti illustrati per bambini. Tra i protagonisti delle sue favole, in particolare nel racconto La storia di Jemima Anatra de’ Stagni, compare spesso Old Kep, il saggio cane da pastore.

Cani tra le pagine: i grandi protagonisti dell’Ottocento

Si arriva, così, ai cani protagonisti dei grandi romanzi dell’Ottocento, da Buck ne Il richiamo della foresta di Jack London a Lassie in Torna a casa, Lassie! di Eric Knight.
E dal romanzo fantascientificosatirico di Michail Bulgakov, Cuore di cane, al racconto di Thomas Mann, Cane e padrone, ispirato al cane di famiglia, Bauschan, fino a Il meraviglioso mago di Oz di L. Frank Baum: ad accompagnare la piccola Dorothy nel suo viaggio nel bizzarro mondo di Oz è proprio un cagnolino nero, Toto, unico amico della bambina. Uno dei ritratti più vividi di un cane resta, forse, quello di Jerome

K. Jerome che in Tre uomini in barca, del 1889, descrive le avventure di tre amici e del loro cagnolino Montmorency. Ispirandosi al suo Fox Terrier, di lui lo scrittore britannico ricorda: “L’ambizione di Montmorency nella vita è di cacciarsi fra le gambe d’ogni persona… ed essere mandato al diavolo!”.

 

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