Per anni ha accompagnato la Fanfara del 4° Reggimento Carabinieri a cavallo nelle cerimonie più importanti della nostra Repubblica. Ora, dopo la parata del 2 giugno, Briciola si prepara a una meritata pensione.
L’ultimo 2 giugno di una mascotte amatissima
Tra cavalli, uniformi storiche e squilli di tromba, alla parata del 2 giugno ieri c’era anche lei. Ma questa volta per Briciola si è trattato di un momento speciale. La piccola meticcia che da oltre un decennio accompagna la Fanfara del 4° Reggimento Carabinieri a cavallo ha infatti partecipato alla sua ultima sfilata ufficiale prima del pensionamento.
Con la sua immancabile mantellina dell’Arma, ha trotterellato ancora una volta lungo i Fori Imperiali, conquistando come sempre l’attenzione del pubblico e delle autorità. Per molti italiani è ormai uno dei simboli più riconoscibili delle grandi cerimonie nazionali.
Come è arrivata nel Reggimento
Contrariamente a quanto spesso si legge online, Briciola non era una randagia recuperata per strada. Nata il 5 giugno 2013, lo stesso giorno in cui si celebra la fondazione dell’Arma, arrivò ai Carabinieri quando era ancora cucciola grazie alla famiglia di un bambino che frequentava le attività di ippoterapia presso la caserma Salvo D’Acquisto di Tor di Quinto, a Roma.
La piccola meticcia colpì subito i militari per il carattere equilibrato e la straordinaria sicurezza con cui si muoveva tra cavalli, musiche e persone. Dopo un periodo di addestramento entrò ufficialmente nel 4° Reggimento Carabinieri a cavallo nel marzo 2014 e debuttò pochi mesi dopo nelle celebrazioni per il bicentenario dell’Arma.
Una vita tra cavalli e cerimonie
Da allora Briciola è diventata parte integrante della vita del Reggimento. Ha vissuto nella caserma di Tor di Quinto, imparando a convivere con cavalli giganteschi rispetto a lei, con il rumore della Fanfara e con le folle delle manifestazioni pubbliche.
Nel corso degli anni ha partecipato a numerose cerimonie istituzionali, alle celebrazioni del 2 giugno, ai cambi della guardia in forma solenne al Quirinale e a molti eventi pubblici dell’Arma. La sua sicurezza e il suo carattere socievole l’hanno resa una presenza particolarmente apprezzata anche dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che più volte ha sorriso alle sue apparizioni durante le cerimonie ufficiali.
Una tradizione lunga decenni
La presenza di una mascotte canina accanto alla Fanfara del 4° Reggimento Carabinieri a cavallo non è novità. Briciola è infatti l’ultima erede di una tradizione che dura da decenni. Prima di lei ci sono state altre celebri mascotte, come Trombetta, Birba e Lady.
Una consuetudine che contribuisce a rendere ancora più speciale un reparto unico nel panorama delle Forze Armate italiane, dove la relazione quotidiana con gli animali fa parte della storia e dell’identità stessa del Reggimento.
Adesso il meritato riposo
Dopo l’ultima parata ufficiale, Briciola lascerà il servizio attivo per raggiunti limiti di età. A occuparsi di lei continuerà ad essere il luogotenente Fabio Tassinari, storico capo della Fanfara del 4° Reggimento Carabinieri a cavallo e figura di riferimento della cagnolina da molti anni.
Briciola non lascerà quindi la famiglia che l’ha accompagnata per gran parte della sua vita. Continuerà a vivere accanto alle persone che l’hanno cresciuta e che si sono prese cura di lei, godendosi finalmente una pensione fatta di coccole, passeggiate e meritato riposo.
Per gli italiani resterà una delle mascotte più amate viste nelle celebrazioni della Festa della Repubblica. Per i Carabinieri, invece, sarà sempre una collega molto speciale.
(Foto: Ansa)