Uno studio spiega perché alcuni cani vivono la pallina con un'intensità fuori dal comune e come gestire il gioco.

22 Luglio 2026 di Andrea Comini

La pallina è uno dei giochi preferiti da moltissimi cani e rappresenta un ottimo modo per divertirsi insieme. Una recente ricerca, però, suggerisce che in alcuni soggetti il desiderio di rincorrerla può diventare così intenso da ricordare, per alcuni aspetti, i comportamenti compulsivi. Niente allarmismi: capire il fenomeno ci aiuta semplicemente a usare questo gioco nel modo migliore.

Basta tirare fuori una pallina e molti cani sembrano dimenticare tutto il resto. Lo sguardo si fissa sull’oggetto, i muscoli si tendono e ogni lancio sembra aumentare ancora di più il desiderio di rincorrerla. È una scena che quasi tutti noi abbiamo osservato almeno una volta e che, nella maggior parte dei casi, non ha nulla di preoccupante. Giocare insieme fa bene, rafforza il rapporto con il nostro cane e rappresenta uno dei momenti più piacevoli della giornata.

Una ricerca pubblicata su Royal Society Open Science, però, ci invita a guardare questo comportamento con un pizzico di attenzione in più. Analizzando le risposte dei proprietari di quasi 1.700 cani provenienti da 33 Paesi, gli autori hanno osservato che in alcuni soggetti la motivazione verso il gioco con la pallina può diventare così intensa da ricordare alcuni aspetti delle cosiddette dipendenze comportamentali.

Non significa che il cane sia “dipendente”, però…

Prima di preoccuparci è bene chiarire subito un punto fondamentale. Lo studio non afferma che i cani sviluppino una dipendenza nel significato medico del termine, né che nel loro cervello avvengano gli stessi processi osservati nell’uomo.

Gli autori parlano di comportamenti “addiction-like”, cioè di una motivazione al gioco estremamente intensa, caratterizzata da alcuni aspetti che ricordano quelli delle dipendenze comportamentali. È una distinzione importante, perché evita interpretazioni sensazionalistiche che la ricerca non giustifica.

Quando la pallina diventa l’unica cosa che conta

Nei cani con i punteggi più elevati il gioco sembrava assumere una priorità assoluta. Alcuni proprietari raccontavano che il loro cane continuava a cercare la pallina anche quando avrebbe potuto mangiare, riposare o dedicarsi ad altre attività. Altri descrivevano una forte agitazione nel momento in cui il gioco veniva interrotto oppure il giocattolo spariva.

Se conviviamo con un Retriever, un Terrier o un cane da pastore, questi risultati non dovrebbero sorprenderci troppo. Per generazioni abbiamo selezionato queste razze affinché mantenessero una motivazione elevatissima verso il lavoro, il riporto o l’inseguimento di un obiettivo.

Quella che oggi vediamo esplodere davanti a una pallina è, almeno in parte, l’espressione di caratteristiche che noi stessi abbiamo selezionato attraverso l’allevamento. È proprio questa straordinaria motivazione che rende molti di questi cani eccellenti nel lavoro, negli sport cinofili e in tante attività svolte insieme a noi.

Rimane un gioco valido

Il messaggio dello studio non è certo quello di mettere da parte palline o altri oggetti simili, come il frisbee. Anzi. Per moltissimi cani rappresentano un’attività divertente, un’eccellente valvola di sfogo e un’occasione preziosa per condividere tempo con noi.

La ricerca ci ricorda piuttosto che anche il gioco va proposto con equilibrio. Se trasformiamo ogni uscita in una sequenza infinita di lanci, senza pause e senza dare al cane il tempo di recuperare la calma, rischiamo di alimentare uno stato di eccitazione sempre più elevato.

Molto meglio alternare il riporto ad attività diverse: lasciare che il cane esplori con il naso, proporgli qualche semplice esercizio, concedergli momenti di pausa e concludere il gioco prima che raggiunga livelli eccessivi di attivazione.

Quando è il caso di chiedere un consiglio

Se ci accorgiamo che il nostro cane fatica sistematicamente a interrompere il gioco, continua a cercare la pallina anche quando sarebbe il momento di rilassarsi oppure sembra ignorare qualsiasi altro stimolo appena compare il suo giocattolo preferito, può essere utile confrontarsi con un professionista esperto di comportamento.

Non perché la pallina sia diventata “pericolosa”, ma perché ogni comportamento eccessivamente rigido merita di essere compreso e, se necessario, gestito nel modo più adatto.

Divertirsi sì, ma senza eccedere

In fondo, la pallina non è il problema. Il problema nasce solo quando il gioco smette di essere un momento di benessere condiviso e diventa l’unica cosa che interessa al cane.

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