È il cane di razza più piccolo al mondo. Pesa appena 1,5-3 kg secondo lo standard e, proprio per questo, il Chihuahua è stato spesso vittima del suo stesso successo: portato in borsa, tenuto costantemente in braccio, protetto da qualsiasi incontro e talvolta trattato più come un oggetto delicato che come un animale con esigenze, capacità e una personalità decisamente spiccata.
Una storia che arriva dal Messico antico
Il nome della razza deriva dallo Stato messicano di Chihuahua, nel Nord del Paese, ma le sue radici vengono tradizionalmente fatte risalire molto più indietro nel tempo. Tra i suoi possibili antenati viene indicato il Techichi, piccolo cane presente nelle civiltà precolombiane e associato in particolare ai Toltechi, che dominarono una parte del Messico tra il X e il XII secolo.
A questi piccoli cani veniva attribuito anche un valore religioso e spirituale. Secondo la tradizione potevano svolgere una funzione di intermediari con il mondo divino e, successivamente, furono presenti anche nella civiltà azteca. Raffigurazioni di piccoli cani compaiono infatti in manufatti e sculture dell’America precolombiana.
Il Chihuahua moderno, naturalmente, è il risultato di una storia molto più complessa figlia tra l’altro di successivi incroci con piccoli spaniel di origine europea dopo la conquista spagnola del Messico.
Taglia mini, grande personalità
Le dimensioni possono trarre in inganno. Il Chihuahua è generalmente vivace, reattivo e molto presente nella vita della famiglia. Può creare un rapporto particolarmente intenso con le persone alle quali è legato e mostrare nei loro confronti anche atteggiamenti protettivi.
La sua fama di piccolo cane litigioso o eccessivamente “rumoroso”abbaiono”, invece, non dovrebbe essere considerata una caratteristica inevitabile della razza. In molti casi il comportamento di un Chihuahua dipende anche dalle esperienze che gli vengono offerte e dal modo in cui viene cresciuto.
Un cane continuamente sollevato da terra appena compare qualcosa di nuovo, tenuto lontano dai propri simili e privato della possibilità di esplorare l’ambiente difficilmente potrà sviluppare al meglio le proprie competenze. Le sue dimensioni richiedono attenzione, non una vita sotto una campana di vetro.

Ha quattro zampe: lasciamogliele usare
La tentazione di prendere continuamente in braccio un Chihuahua è comprensibile, soprattutto negli ambienti affollati o quando intorno ci sono cani grandi. In alcune situazioni proteggerlo è semplicemente buon senso. Ma trasformare l’eccezione nella regola significa impedirgli di fare ciò di cui ha bisogno qualsiasi cane: camminare, correre, annusare, esplorare e conoscere il mondo.
Lo stesso vale per la socializzazione. Evitare indiscriminatamente gli altri cani per paura che possano fargli male può produrre l’effetto opposto a quello desiderato, privandolo progressivamente delle occasioni necessarie per mantenere e sviluppare le proprie competenze sociali. Naturalmente occorre scegliere con attenzione i compagni: cani equilibrati, compatibili per indole e stazza, e troppo irruenti.
Un piccolo atleta che può sorprendere
Per quanto possa sembrare strano, il Chihuahua può cimentarsi con soddisfazione in numerose attività cinofile. Ci sono soggetti che gareggiano in Agility, in Rally Obedience o nella Dog Dance; anche le attività basate sull’olfatto sono perfettamente alla sua portata. Alcuni soggetti, quando possiedono predisposizioni adeguate, possono essere coinvolti negli interventi assistiti con gli animali dopo opportuna formazione.
Naturalmente ogni attività deve essere proporzionata alla struttura fisica e alle caratteristiche del singolo cane. Ma il principio resta lo stesso: essere piccoli non significa avere meno bisogno di muoversi, imparare e mettere alla prova le proprie capacità.

Chihuahua e bambini: attenzione alle manipolazioni
Una cautela particolare riguarda il rapporto con i bambini. Un Chihuahua è fisicamente molto più vulnerabile di un cane di taglia media o grande e una manipolazione brusca può provocare conseguenze serie. Sollevarlo per le zampe, lasciarlo cadere o stringerlo eccessivamente non sono semplicemente comportamenti fastidiosi: possono essere pericolosi.
Per questo la convivenza con i bambini deve sempre essere supervisionata dagli adulti e sono soprattutto i bambini a dover imparare come avvicinarsi al cane, accarezzarlo, prenderlo eventualmente in braccio e rispettare i momenti nei quali desidera essere lasciato tranquillo.

Anche lui deve essere educato
C’è poi un equivoco piuttosto diffuso: pensare che un cane così piccolo non abbia bisogno di educazione perché, in caso di difficoltà, “basta prenderlo in braccio”. È una scorciatoia che non risolve il problema e rischia anzi di peggiorarlo.
Anche il Chihuahua deve imparare a muoversi nel mondo, affrontare gradualmente situazioni diverse, comunicare con gli altri cani e costruire un rapporto equilibrato con le persone. Se compaiono paure, aggressività o altre difficoltà comportamentali, le dimensioni non rendono il problema meno importante per il benessere dell’animale.
Un percorso educativo rispettoso può invece permettere di scoprire quanto questo minuscolo cane sappia essere intelligente, collaborativo e sorprendentemente versatile.