Ecco perché il debarking deve essere fermato


Foto a cura di dahancoo via Pixabay

Si chiama debarking, e consiste nella recisione delle corde vocali, attraverso la bocca o attraverso un’incisione all’altezza della laringe, in anestesia totale. In Italia la pratica è illegale dal 2009, secondo quanto previsto dalla  Normativa del 3 marzo 2009 (Articolo 2) emessa dal Ministero della Salute, la stessa che ha proibito anche la mutilazione delle orecchie e della coda. Tale articolo recita infatti:

Sono vietati gli interventi chirurgici destinati a modificare la morfologia di un cane o non finalizzati a scopi curativi, con particolare riferimento alla recisione delle corde vocali […].

La ragione per cui il debarking è vietato in Italia pare evidente: si tratta di una norma creata dall’egoismo umano che non tutela affatto l’animale. Il taglio delle corde vocali costringe i nostri amici a quattro zampe a emettere solo suoni deboli e rauchi e, addirittura, può costituire un rischio per la loro salute. Infatti, uno degli effetti collaterali di questa spietata mutilazione è l’accumulo di tessuto cicatriziale nella gola, che a sua volta può causare problemi respiratori.

Non si tratta purtroppo dell’unica pratica invasiva e pericolosa, e sopratutto inutile, attualmente in voga in alcuni Paesi. Se i cani vengono sottoposti al debarking, per i gatti esiste il declawing. Quest’ultima pratica consiste nella rimozione degli artigli, e si tratta dell’ennesimo intervento crudele e non terapeutico a cui alcuni animali vengono sottoposti. Fortunatamente, anche il declawing è illegale nel nostro Paese.

Se l’Italia ha compreso la gravità e la violenza di queste pratiche, lo stesso non può dirsi di altri Paesi. In alcuni Stati degli Stati Uniti, per esempio, il debarking è ancora legale. Lo dimostra un caso risalente a pochi anni fa, che ha avuto luogo nello stato dell’Oregon. Qui, nel 2002, una coppia aveva adottato due mastini napoletani. Il problema? Il forte abbaiare dei due animali disturbava i vicini di casa. Così, dopo aver tentato la dolorosa via dei collari elettrici (che davano una scossa ai cani ogni volta che abbaiavano), nel 2017 la Corte d’Appello dell’Oregon ha obbligato i padroni a sottoporre i due mastini al debarking.

Ovviamente, decisioni del genere sono e sempre saranno da condannare, in quanto costituiscono un’inutile violenza. Purtroppo, non occorre allontanarsi molto per trovare altri esempi del genere, e perfino più barbari. Come quello di Sturn, un meraviglioso cane sordo e cieco adottato in un canile italiano da una donna residente in Svizzera. Qui, pochi giorni dopo l’adozione, l’animale (perfettamente sano) è stato legalmente sottoposto ad eutanasia legale per problemi legati alla quiete pubblica. Insomma, Sturn è stato soppresso perché abbaiava troppo. La legge svizzera, infatti, permette di sottoporre a eutanasia animali da compagnia, anche se sani.

Forse non è superfluo ricordare che adottare un cane comporta responsabilità e pazienza e, soprattutto, amore. I nostri amici a quattro zampe non sono peluche, ma creature in carne ed ossa, con artigli e corde vocali, e come tali andrebbero trattati. Ogni pratica che tenta di andare contro tale natura, mettendo a rischio la salute e la vita dei nostri animali, va condannata. In attesa che anche la legge, in ogni angolo del mondo, tuteli i diritti di tutte le creature.

Commenta via Facebook

Like it? Share with your friends!