Il 26 agosto di ogni anno si celebra la Giornata Mondiale del Cane, istituita nel 2004 da Colleen Paige, attivista statunitense per i diritti degli animali ed esperta di animali domestici.
La ricorrenza è pensata per riflettere sull’importanza dei cani nelle nostre vite e per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’adozione di tutti quegli animali che attendono una famiglia dietro le grate dei rifugi. Tuttavia, al di là delle celebrazioni, la realtà quotidiana è spesso meno rosea.
Il boom delle adozioni durante la pandemia
Tra il 2020 e il 2021, la pandemia ha generato un vero e proprio boom di adozioni in Italia. La solitudine del lockdown e la possibilità di uscire per le passeggiate con i cani hanno spinto migliaia di famiglie a rivolgersi ai rifugi.
Secondo i dati dell’ENPA, nel 2020 sono stati adottati oltre 8.000 cani e quasi 10.000 gatti, con un incremento del 15% rispetto all’anno precedente. In alcune città, come Monza, i canili si erano quasi svuotati, mentre nel Sud Italia le adozioni sono aumentate fino al 40%, un dato significativo in regioni storicamente segnate dal randagismo.
La fine della stagione felice
Purtroppo, questa stagione positiva non è durata. Con la fine dell’emergenza sanitaria, molti animali sono stati riportati ai rifugi: si stima che oltre 117.000 famiglie abbiano deciso di separarsi dal proprio cane, con il 63% degli adottanti che lamentava difficoltà nella gestione quotidiana e il 37% che segnalava danni o disagi causati dall’animale.
Più ingressi che adozioni
Oggi, tre anni dopo, il bilancio torna a essere preoccupante: le adozioni sono calate e gli abbandoni restano un problema radicato. Secondo le stime delle associazioni, circa 60-80.000 cani vengono abbandonati ogni anno in Italia.
I dati ministeriali non sempre sono aggiornati, ma i canili continuano a lanciare appelli per trovare famiglie ai nuovi arrivati. A Torino, per esempio, ogni anno il numero dei cani adottati non arriva a coprire neanche la metà dei nuovi ingressi.

Perché oggi si adottano meno cani
Tra le ragioni principali ci sono:
- Il ritorno al lavoro in presenza, che riduce il tempo disponibile per la cura dell’animale.
- L’aumento del costo della vita, che rende difficile sostenere spese veterinarie, cibo e cure.
- La tipologia di animali presenti nei rifugi: molti cani sono molossi o di taglia grande (Pit Bull, Pastori Belga, Maremmani), meno facili da collocare.
- La scarsa cultura dell’adozione consapevole: molti scelgono un cane spinti dall’emozione o dalle mode social, senza valutare le esigenze dell’animale. Secondo il Rapporto Eurispes 2024, oltre il 20% degli animali entra in casa come regalo, spesso con conseguenze negative per il cane e per la famiglia.
L’adozione come gesto di responsabilità
Adottare un cane non è un gesto impulsivo: è una scelta che richiede impegno e dedizione per molti anni. Come spiegano gli esperti nelle Videoadozioni di La Zampa e nell’Academy del Cane, accogliere un quattrozampe significa progettare un futuro condiviso. Il cane diventa un capitolo fondamentale della nostra vita e noi siamo, per lui, l’intera vita.
In questa Giornata Mondiale del Cane, dunque, celebriamo non solo la bellezza e la gioia che questi animali portano nelle nostre vite, ma riflettiamo anche sulla responsabilità che comporta dare loro una casa, amore e attenzione costante.