La genetica ha risolto uno dei grandi misteri della zoologia: l'origine del cane

15 Luglio 2026 di Andrea Comini

Da dove arriva il cane? È una domanda che incuriosisce da sempre scienziati e cinofili. Oggi la risposta sembra scontata, ma fino a pochi decenni fa non lo era affatto. Prima dell’avvento della genetica moderna, infatti, gli studiosi potevano formulare soltanto ipotesi basate sull’aspetto degli animali, sul loro comportamento e su confronti anatomici. Mancava lo strumento che avrebbe permesso di ricostruire con precisione la loro storia evolutiva: il DNA.

L’ipotesi di Konrad Lorenz

Tra i sostenitori della teoria dell’origine multipla del cane ci fu anche Konrad Lorenz, premio Nobel e uno dei fondatori dell’etologia moderna. Per molti anni lo scienziato austriaco ritenne che le diverse razze canine non avessero tutte la stessa origine: alcune sarebbero discese dal lupo, altre dallo sciacallo dorato e altre ancora da antichi incroci tra le due specie.

Era una teoria coerente con le conoscenze disponibili all’epoca e trovava apparente conferma nelle differenze di comportamento osservabili tra le varie razze. Lo stesso Lorenz, però, ebbe l’onestà scientifica di rimetterla in discussione quando iniziarono ad accumularsi nuove osservazioni. Nel 1975 riconobbe infatti che il cane sembrava derivare esclusivamente dal lupo, ipotizzando persino un’origine nel Medio Oriente. Rimaneva comunque una congettura, perché mancavano ancora prove dirette.

La svolta arrivò grazie al DNA

La risposta arrivò nel 1997 con uno studio destinato a cambiare definitivamente la storia della cinofilia. Il biologo evoluzionista Robert K. Wayne, dell’Università della California di Los Angeles (UCLA), insieme al suo gruppo di ricerca, confrontò il DNA mitocondriale di 140 cani appartenenti a 67 razze con quello di 162 lupi provenienti da Europa, Asia e Nord America, includendo nell’analisi anche coyote e sciacalli.

I risultati, pubblicati sulla prestigiosa rivista Science, furono inequivocabili: tutti i cani domestici discendono dal lupo grigio eurasiatico, o più precisamente da una popolazione ancestrale oggi estinta dalla quale deriva anche il lupo moderno.

Quella ricerca segnò una svolta epocale. Per la prima volta la genetica forniva una dimostrazione solida di ciò che fino ad allora era rimasto soltanto un’ipotesi.

Cane e lupo sono quasi identici geneticamente

Negli anni successivi, grazie al sequenziamento completo del genoma, gli studi hanno confermato e rafforzato queste conclusioni.

Oggi sappiamo che cane e lupo condividono oltre il 99,8% del patrimonio genetico. Una somiglianza straordinaria, che spiega perché le differenze che osserviamo ogni giorno siano dovute soprattutto ai pochi geni modificati dalla domesticazione e dalla selezione operata dall’uomo nel corso di migliaia di anni.

Anche la straordinaria varietà delle oltre 350 razze canine riconosciute a livello internazionale nasce proprio da queste limitate modifiche genetiche, concentrate in regioni del genoma che influenzano dimensioni, forma del cranio, lunghezza del mantello, colore e comportamento.

La prova più convincente? Possono avere figli fertili

Esiste poi un’altra evidenza biologica molto importante. Cane e lupo possono accoppiarsi naturalmente e generare prole fertile.

Questa caratteristica, chiamata interfertilità, è uno degli indicatori più solidi di una separazione evolutiva relativamente recente. Quando due popolazioni, pur avendo seguito percorsi diversi, mantengono la capacità di produrre discendenti fertili, significa infatti che il loro patrimonio genetico è rimasto quasi identico.

Non a caso, ancora oggi nelle aree dove convivono cani vaganti e lupi possono verificarsi episodi di ibridazione, un fenomeno che gli zoologi monitorano con attenzione perché può influenzare la conservazione delle popolazioni selvatiche.

La domesticazione

Un dettaglio importante è che il cane non discende dai lupi che osserviamo oggi. Entrambi derivano infatti da una popolazione ancestrale di lupi grigi eurasiatici ormai estinta dalla quale, nel corso di decine di migliaia di anni, si sono dipanati due percorsi evolutivi distinti: quello che ha portato al lupo moderno e quello che ha dato origine al cane domestico.

Le ricerche più recenti suggeriscono inoltre che la domesticazione non sia stata un evento improvviso, ma un processo lungo e graduale, iniziato probabilmente oltre 30.000 anni fa, durante il quale alcuni lupi meno timorosi dell’uomo iniziarono a frequentare gli accampamenti umani, dando origine, generazione dopo generazione, per “auto-selezione”, ai primi antenati del cane.

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