Il “lupo Gianni” vagava da mesi nel Cremonese. Dopo la cattura, la sorpresa: il "lupo" ha il microchip e probabilmente è un cane

31 Agosto 2026 di Redazione


Per mesi ha vagato nelle campagne del Cremonese e tutti lo conoscevano ormai come il “lupo Gianni” (sopra, nella foto della Polizia Provinciale di Cremona). Poi, dopo la cattura, la sorpresa: Gianni ha un microchip ed è registrato all’anagrafe canina. In attesa che il DNA chiarisca definitivamente la sua origine, la sua storia ci ricorda anche quanto sia importante evitare che i nostri cani possano allontanarsi e intervenire subito quando accade.

Per mesi ha vagato tra Gadesco Pieve Delmona, Persico Dosimo, nelle campagne del Cremonese, con una certa disinvoltura. Gli abitanti lo avevano battezzato Gianni e per tutti era ormai il “lupo Gianni”: fotografato, avvistato soprattutto di sera e persino nutrito da alcune persone, nonostante gli inviti delle autorità a non farlo. Poi, nella notte tra il 25 e il 26 agosto, la Polizia provinciale lo ha catturato con l’aiuto di un drone dotato di telecamera termica e di un veterinario specializzato nella narcosi. Durante i successivi controlli, però, è arrivato un colpo di scena: lupo Gianni ha un microchip.

Il lupo che lupo non è

Il dispositivo ha permesso di scoprire che Gianni è registrato all’anagrafe degli animali d’affezione e di risalire al proprietario, residente fuori dalla provincia di Cremona, al quale è stato temporaneamente restituito. Resta però una domanda non proprio secondaria: Gianni è davvero un cane? L’aspetto fortemente lupino ha tratto in inganno per mesi e si è parlato anche della possibilità che si tratti di un Cane Lupo Cecoslovacco razza molto simile al predatore selvatico perché nata da incroci voluti tra Pastore Tedesco e lupo dei Carpazi. Per avere una risposta certa bisognerà però attendere gli accertamenti genetici già disposti, che dovranno chiarire se Gianni sia un cane oppure presenti un’ibridazione recente con il lupo.

I primi avvistamenti documentati nel Cremonese risalgono a febbraio, quindi sappiamo che Gianni vagava libero sul territorio da mesi. Non è invece ancora chiaro quando si sia effettivamente allontanato dal proprietario. Nel frattempo era diventato sempre più confidente con le persone, avvicinandosi alle abitazioni e accettando il cibo offerto da alcuni residenti: proprio il comportamento che, ritenendolo un lupo, aveva fatto scattare la preoccupazione delle autorità e infine la decisione di catturarlo.

Una storia a lieto fine ma…

Il finale, almeno per ora, fa sorridere: per mesi Gianni ha mobilitato cittadini, tecnici e autorità come presunto lupo e alla fine a risolvere buona parte del mistero è bastato il “bip” di un lettore di microchip. Ma la sua storia ci ricorda qualcosa di importante.

Se il nostro cane scappa, infatti, può essere investito, provocare un incidente, ferirsi, allontanarsi per molti chilometri o trovarsi coinvolto in situazioni pericolose con persone e altri animali. Per questo è importante controllare recinzioni e cancelli e prestare particolare attenzione ai soggetti che mostrano una forte tendenza all’esplorazione o alla fuga. E se il cane riesce comunque ad allontanarsi, dobbiamo attivarci immediatamente per cercarlo e segnalarne lo smarrimento, senza limitarci ad aspettare che torni da solo.

Il microchip è fondamentale e Gianni ne è la dimostrazione, ma non impedisce a un cane di scappare: permette di identificarlo quando viene recuperato. Perché funzioni, naturalmente, anche i nostri recapiti associati alla registrazione devono essere sempre aggiornati.

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