“La sofferenza non va di moda”: proposta di legge contro le pellicce


Una proposta di legge per dire no alle pellicce

In occasione della “settimana della moda” arriva il duplice appello dell’on.Michela Vittoria Brambilla con una proposta di legge contro le pellicce. L’appello va alle signore, “perché non si vestano di cadaveri” e al Parlamento, perché approvi la proposta di legge per vietare l’allevamento di animali da pelliccia. Seguendo l’esempio di 18 tra Regioni e Paesi europei che l’hanno già fatto.

Sono ormai molti e di assoluto prestigio, i marchi e le case di moda contro le pellicce. Per esempio: Chicco, Gaultier, Furla, Versace, Gucci, Armani. Questi avuto il coraggio di mettere da parte interessi economici anche rilevanti e di optare per una “moda etica”.

Milioni di animali soffrono in nome del capriccio e della vanità

«La pelliccia – aggiunge l’ex ministro in conferenza stampa – è un indumento non più funzionale. Superato dal progresso tecnologico, bandito dal bon ton e, per dirla tutta, piuttosto volgare. Non ha nulla a che fare con la bellezza e con l’eleganza. Incredibile che in nome del lucro, del capriccio e della vanità, milioni di animali debbano ancora soffrire nelle gabbie degli allevamenti e uccisi. Della pelliccia si può e si deve fare a meno».

La proposta di legge contro le pellicce firmata Brambilla prevede la dismissione degli allevamenti esistenti, l’affidamento degli animali ad associazioni protezionistiche e se possibile la loro reimmissione in natura. La proposta prevede anche che chiunque allevi animali con la finalità di commercializzarne le pellicce o di produrle in Italia sia punito con l’ammenda da 1.000 a 5.000 euro per ciascun animale. Ne conseguono la confisca degli animali vivi e la distruzione del materiale di origine animale prodotto in violazione della legge.

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