Nel vortice rocambolesco di Marty Supreme, il nuovo film con Timothée Chalamet al cinema dal 22 gennaio 2026 e candidato a diverse categorie degli Oscar 2026, non è solo il protagonista umano a catalizzare l’attenzione.
Un cane gioca un ruolo altrettanto decisivo e simbolico e si chiama Moses, un mix di Belgian Malinois, fedele compagno del gangster Ezra Mishkin, interpretato dal regista Abel Ferrara.
Chi è Moses nella realtà
Moses non è un semplice animale domestico da comparsa: è un Belgian Malinois mix addestrato per le riprese, capace di gestire scene complesse con azione e tensione. La razza Belgian Malinois è nota per la sua intelligenza, agilità e addestrabilità, qualità che rendono il cane perfetto per un film ricco di inseguimenti, tensione e momenti drammatici.
Sul set, Moses ha collaborato strettamente con la troupe e gli attori, dimostrando la calma necessaria per le scene più concitate senza compromettere la sicurezza di Chalamet e del resto del cast.

Il ruolo del cane nel film
Nel film, Moses appartiene a Ezra Mishkin, un gangster con cui Marty Mauser entra in contatto durante una truffa. La presenza del cane diventa il fulcro di un complicato schema di rapimenti e riscatti: Marty viene incaricato di portare Moses dal veterinario e successivamente tenta di ricattare il proprietario per ottenere denaro.
Questi eventi, però, sfuggono rapidamente al controllo, culminando in un violento scontro armato e nella drammatica cattura della fidanzata di Marty, Rachel. Il nome del cane non è casuale: Moses richiama il celebre personaggio biblico, simbolo di salvezza e guida.
Ironia vuole che, invece di rappresentare una via d’uscita, la sua presenza amplifica il caos attorno a Marty, costringendolo a confrontarsi con i propri errori e a capire che la sua salvezza dipende esclusivamente dalle proprie azioni.
Simbolismo e significato
Moses diventa così più di un semplice cane da film: è un dispositivo narrativo che riflette il percorso di Marty. La sua figura incarna la speranza di un aiuto esterno che, invece, si rivela complicata e imprevedibile.
La gestione di Moses spinge il protagonista a un’autentica riflessione sul concetto di responsabilità e autodeterminazione. Nonostante la tensione e il pericolo che lo circondano, Moses sopravvive fino alla fine del film, diventando testimone silenzioso delle follie di Marty e degli eventi che sconvolgono la sua vita.
In definitiva, Moses non è solo un animale in Marty Supreme, ma un simbolo potente della commedia tragica e caotica che caratterizza il film, mostrando come la ricerca di una via facile verso la salvezza possa rivelarsi il più grande ostacolo di tutti.