L’approccio all’acqua: cautele e consigli dagli esperti


L’approccio all’acqua Cautele e consigli dagli esperti

Testi a cura di Andrea Comini

Alla maggior parte dei cani l’acqua piace o, perlomeno, li attira. Soprattutto nella stagione calda, perché miglior refrigerio di un bel bagno non c’è neppure per loro, considerato poi che non sudano o quasi, quindi non possono abbassare facilmente la temperatura corporea se non, appunto, con una bella immersione in acqua fresca. Poi, sappiamo bene che i nostri amici adorano giocare e anche lavorare, e farlo in acqua è un’ottima idea per diverse ragioni. In primo luogo, nuotare costituisce un esercizio fisico eccellente e completo anche per il cane, non solo per noi. Inoltre, soprattutto per i cani di taglia grande o gigante, oppure sovrappeso (e sono sempre di più…), l’effetto “antigravità” della spinta idrostatica consente di muoversi maggiormente e con minor sforzo rispetto a quanto possibile a terra, quindi l’esercizio fisico aumenta e sappiamo quanto faccia bene alla maggior parte dei nostri amici di “peso”.
Ancora, alcune attività acquatiche sono ottime per rinsaldare la muscolatura delle anche e ridurre l’incidenza di una eventuale displasia lì localizzata, patologia purtroppo ancora assai diffusa in molte razze di taglia medio-grande e grande. Ultimo ma non meno importante: giocare o lavorare in acqua è molto divertente, anche per noi! E allora, vediamo come affrontare la cosa correttamente e quali attività possiamo scegliere per una vacanza acquatica con il nostro migliore amico.

Il nuoto a piccoli passi

Il nuoto è un esercizio perfetto per quasi tutti i cani: «Aumenta la loro resistenza fisica, migliora la circolazione sanguigna, stimola le articolazioni senza sollecitarle troppo perché il movimento viene fatto senza caricarle del peso dell’animale», spiega Giulia Gabrielli, medico veterinario specializzata in piccoli animali, «è un’attività fisica poco traumatica per il corpo del cane, quindi molto utile anche per quelli non più giovanissimi o con qualche piccolo problema di tipo osteo-articolare, che non deve essere però grave, altrimenti meglio rivolgersi a un veterinario specialista in fisioterapia, che può dare le giuste indicazioni». Tutti i cani possono nuotare, se vengono abituati in maniera corretta a farlo: «Ci sono razze naturalmente più predisposte, come i Retriever, gli Spaniel o i Terranova, e altre meno, come Bassotti e affini, Carlini, Bulldog o Molossoidi», continua la dottoressa Gabrielli, «in ogni caso consiglio di seguire l’inclinazione individuale del cane. Attenzione poi ai soggetti con patologie di tipo cardiorespiratorio in corso, per i quali l’attività va purtroppo limitata». La veterinaria sottolinea poi che «non bisogna mai forzare il cane a entrare in acqua, che sia una piscinetta, una piscina o il mare: non obbligatelo mai a nuotare, perché si rischia di creare traumi o problematiche che potrebbero compromettere per sempre il suo approccio all’acqua»

Cane e acqua: come impostare l’approccio corretto

Rispetto ad altri sport, il nuoto è perfetto sia per i cuccioli che si stanno ancora sviluppando sia per gli adulti. Ma come si imposta il corretto approccio all’acqua dei cuccioli? Ce lo spiega Sergio Severgnini che a Misinto (MB) alleva Labrador, una razza particolarmente acquatica, con l’affisso “di St. John”. «Io di solito avvicino i piccoli all’acqua dai 40 giorni in poi. La prima fase consiste nel mettergli a disposizione una o più ciotolone a bordo basso riempite d’acqua che consentano ai cuccioli di bagnarsi e giocare senza aver bisogno però di nuotare. Questa fase stimola la confidenza con un elemento che, fino a quel momento, per loro rientrava nella fascia degli alimenti come sostituto del latte in caso di sete». Dopo questo primo approccio si passa a una piscinetta vera e propria dove il livello dell’acqua sarà sicuramente più alto di quello delle ciotolone ma non ancora abbastanza per nuotare. In questa fase il cucciolo si gestisce da solo, ma sempre sotto la nostra supervisione per controllare eventuali movimenti maldestri. «Se il cane dovesse essere titubante ma curioso», prosegue l’allevatore, «siate pronti a coinvolgerlo, premiandolo e lodandolo non appena metterà le zampe dove è poco profondo: in questo modo gli comunicherete che quello che sta facendo è una cosa positiva e divertente!».

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