Scopri le principali malattie che colpiscono l’apparato riproduttivo dei cani e come riconoscerne i sintomi. Consigli utili.

9 Novembre 2025 di Letizia

Le malattie che colpiscono l’apparato riproduttivo dei cani presentano molte similitudini con quelle umane. Possono avere origini congenite o svilupparsi nel corso della vita, e interessano organi diversi a seconda del sesso dell’animale. In questo articolo ci concentreremo sulle condizioni più comuni, senza scendere troppo nei dettagli tecnici.

Le femmine: mammelle e utero sotto controllo

Nelle femmine, le problematiche più frequenti riguardano le mammelle e l’utero, organi particolarmente sollecitati dalla funzione riproduttiva. Le mammelle possono essere colpite da mastiti, infiammazioni delle ghiandole mammarie che spesso si verificano quando i cuccioli non succhiano il latte in modo regolare.

Questa condizione provoca dolore intenso e può rendere difficile l’allattamento, a tal punto che in alcuni casi diventa necessario il ricorso all’allattamento artificiale. In presenza di mastite, le mammelle possono secernere un liquido diverso dal latte e talvolta comparire febbre. Il veterinario prescrive di solito una terapia a base di antibiotici e antinfiammatori, mirata a risolvere l’infezione e ridurre il dolore.

I tumori mammari rappresentano un’altra problematica significativa. Questi possono essere benigni, maligni o di tipo misto, ma i tumori maligni tendono a crescere rapidamente e, se non asportati in tempo, possono ulcerarsi e generare metastasi ad altri organi.

Anche l’utero può essere soggetto a malattie importanti. Tra le più frequenti troviamo la piometra e l’endometrite, oltre ai tumori. La piometra, spesso conseguenza di irregolarità del ciclo o di disturbi ovarici, colpisce principalmente le femmine oltre i sei anni di età.

Può manifestarsi come piometra “aperta”, con fuoriuscita di materiale purulento, o “chiusa”, quando il pus resta confinato all’interno dell’utero, simulando talvolta una gravidanza. Questa condizione può portare a una tossicosi generalizzata e rappresenta un pericolo per la vita dell’animale, richiedendo un intervento chirurgico tempestivo.

I sintomi più evidenti che devono allarmare il proprietario includono sete intensa, perdita di appetito e letargia. L’endometrite non purulenta, invece, è spesso conseguenza del parto e si manifesta con perdite dai genitali esterni, che possono interessare anche le aree circostanti.

I maschi: attenzione a prostata e testicoli

Nei cani maschi, le patologie più comuni riguardano la prostata e i testicoli, soprattutto negli esemplari maturi, dai sei anni in su. Tra i disturbi prostatici, la prostatite è una delle più frequenti. Si tratta di un’infiammazione che provoca dolore e difficoltà nella minzione, spesso di origine batterica.

L’iperplasia prostatica benigna, tipica dei soggetti anziani, determina un aumento del volume della ghiandola e può interferire sia con la minzione sia con la defecazione. Come per le femmine, anche nei maschi non mancano i tumori, che possono colpire la prostata.

I testicoli possono invece essere interessati da orchite, un’infiammazione che provoca dolore, gonfiore e talvolta febbre. L’epididimite, ossia l’infiammazione dell’epididimo, il canale che trasporta gli spermatozoi, si manifesta spesso in associazione all’orchite. Queste condizioni richiedono l’intervento del veterinario per una diagnosi accurata e un trattamento tempestivo.

Prevenzione e sterilizzazione

Molte delle patologie che colpiscono l’apparato riproduttivo, sia nei maschi sia nelle femmine, possono essere prevenute attraverso la sterilizzazione. Questo intervento chirurgico riduce notevolmente il rischio di tumori e infiammazioni, ma non è privo di possibili effetti collaterali o complicanze, per cui è importante valutarne attentamente i benefici e i rischi con il veterinario di fiducia.

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