A Horti Aperti Monica Pais spiega quali piante evitare e come creare spazi verdi sicuri per cani e gatti: a Pavia, 19 e 20 settembre

16 Settembre 2026 di Redazione

Il 19 e 20 settembre, nel parco d’arte e biodiversità Horti dell’Almo Collegio Borromeo di Pavia, torna “Horti Aperti”, il festival del verde organizzato dall’associazione culturale Ticinum Festival. Tra gli appuntamenti in programma c’è quello con la veterinaria e scrittrice Monica Pais, titolare della Clinica Veterinaria Duemari di Oristano e fondatrice di Effetto Palla ODV.

Sabato 19 alle 17:30, Monica Pais terrà la conferenza “Le piante sì, le piante no e altre storie, per un giardino pet-friendly che accolga in sicurezza cani e gatti nel rispetto della biodiversità selvatica”.

Cani e gatti possono convivere senza problemi con piante, fiori e giardini, a patto di scegliere le specie giuste e conoscere quelle potenzialmente pericolose. La veterinaria spiega quali evitare, quali preferire e cosa fare in caso di sospetta intossicazione.

Quando piante e animali condividono la stessa casa

L’amore per il verde e quello per gli animali domestici vanno spesso di pari passo, ma qualche precauzione è necessaria. Un cucciolo che esplora con la bocca, un gatto incuriosito da foglie e steli o semplicemente un animale che gioca può entrare in contatto con una pianta tossica. E affidarsi al suo istinto per riconoscere ciò che è pericoloso non è sufficiente.

Il problema non è marginale. Secondo i dati riportati nel comunicato, in Europa le richieste ai centri antiveleni per intossicazioni di animali domestici dovute alle piante rappresentano, a seconda delle rilevazioni, dal 5-6% all’11% delle chiamate per avvelenamento. Una ricerca italiana su 932 segnalazioni ha rilevato invece che il 12,66% riguardava piante e zootossine e, all’interno di questo gruppo, l’80,5% dei casi era specificamente collegato alle piante.

«Molte delle più comuni piante ornamentali sono altamente tossiche e in alcuni casi anche letali per cani e gatti», spiega Monica Pais. «I gatti, in particolare, sono curiosi e tendono a masticare le foglie, mentre i cani, specialmente se cuccioli, esplorano il mondo con la bocca. La prevenzione e la consapevolezza sono la nostra prima linea di difesa».

Le specie alle quali fare attenzione

Tra le più pericolose per i gatti ci sono i gigli. Anche quantità molto piccole possono provocare una grave insufficienza renale: il rischio non riguarda soltanto l’ingestione di parti della pianta, ma anche il polline e persino l’acqua del vaso. Se in casa vive un gatto, quindi, la scelta più prudente è evitarli.

Attenzione anche a tulipani e ciclamini: nei primi sono particolarmente pericolosi i bulbi, mentre il ciclamino contiene sostanze tossiche soprattutto nelle parti sotterranee. Monstera deliciosa, pothos e Dieffenbachia contengono invece cristalli di ossalato di calcio che, se masticati, possono provocare forte irritazione, dolore e bruciore alla bocca. La linfa della Stella di Natale è irritante per le mucose.

In giardino e sul terrazzo uno dei pericoli maggiori è l’oleandro, tossico in tutte le sue parti e capace di provocare gravi alterazioni cardiache. Anche bruciarne i residui è da evitare. Particolarmente pericolosa per i cani è inoltre la Cycas: foglie e soprattutto semi contengono sostanze che possono provocare gravi danni epatici e l’intossicazione può avere conseguenze fatali. Anche azalea ed edera possono provocare intossicazioni e non dovrebbero essere alla portata degli animali.

Cosa fare se mangiano una pianta

I sintomi dipendono dalla specie vegetale e dalla quantità ingerita. Tra i possibili campanelli d’allarme ci sono vomito improvviso e ripetuto, diarrea, salivazione eccessiva, abbattimento, dolori o spasmi addominali, tremori muscolari e difficoltà respiratoria.

«Il tempismo è tutto», avverte Pais. Se vediamo il nostro animale masticare una pianta sospetta o compaiono sintomi di qualche genere, non dobbiamo improvvisare rimedi casalinghi. In particolare, cercare di provocare il vomito con acqua ossigenata o altre sostanze può peggiorare la situazione.

È invece necessario contattare rapidamente il veterinario o un pronto soccorso veterinario. Se possibile, portiamo con noi un campione della pianta oppure mostriamone una fotografia: identificarla può aiutare il veterinario a scegliere rapidamente la terapia più appropriata, compreso l’eventuale antidoto, quando disponibile.

Le alternative pet-friendly

Avere un cane o un gatto non significa dover rinunciare alle piante. Possiamo collocare quelle potenzialmente pericolose in spazi realmente inaccessibili oppure, ancora meglio, scegliere specie considerate sicure.

Tra quelle indicate da Pais ci sono Calathea, Pilea peperomioides, felce di Boston e falangio, alle quali si aggiungono aromatiche molto comuni come basilico, rosmarino e timo. Per i gatti possiamo inoltre mettere a disposizione l’apposita erba da gatto, offrendo loro un’alternativa sicura da mordicchiare.

La regola più semplice rimane quella di informarci prima di acquistare una nuova pianta e di osservare il comportamento dei nostri animali. Con le scelte giuste, infatti, verde e amici a quattro zampe possono condividere tranquillamente gli stessi spazi.

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