La malattia di Lyme: riconoscerla e combatterla


Foto via: www.cesarsway.com/dog-care/health-care-issues/first-aid/illness-or-pain

Cos’è la malattia di Lyme?

La malattia di Lyme è una malattia diffusa in tutto il mondo, non così rara quanto potremmo pensare, infatti esistono numerosi casi anche in Italia. Può colpire sia l’uomo che i cani ed è trasmessa a una particolare zecca, chiamata Ixodes Ricinus. I cani non sono fra i soggetti più a rischio, in particolare quelli che vivono in città, che corrono un rischio praticamente inesistente. Normalmente colpisce daini, cervi, e topolini, ovvero animali che vivono liberi e a maggior contatto con la natura, ma è comunque bene riconoscere i sintomi e prepararsi a combatterla.

I primi sintomi della malattia di Lyme nel cane

Nel cane, la malattia si manifesta inizialmente con febbre e dolori articolari, muscolari, come una sorta di artrite. Tutte le articolazioni si riscaldano e aumentano di volume. A questi sintomi si accompagna inappetenza e affaticamento. Certo, questi sintomi sono piuttosto generici, perciò fate attenzione e verificare che non si protraggano a lungo, per giorni o addirittura settimane. E’ meglio essere tempistivi e fare una visita in più dal veterinario, anche se dovesse rivelarsi non necessaria.La malattia, è facilmente individuabile con un esame del sangue, attraverso un esame specifico che ricerchi alcuni anticorpi nel sangue, ecco perchè è così importante non improvvisarsi veterinari e correre subito a fare gli esami specifici, nel momento in cui abbiate il benché minimo dubbio!

Curare la malattia di Lyme

La malattia, si cura con gli antibiotici, per un periodo di minimo due settimane. Nel caso in cui siate assidui frequentatori di zone boschive o a rischio, c’è anche la possibilità di vaccinare il vostro amico!Come abbiamo detto qualche riga più sù, la malattia di Lyme è portata da una zecca, da un animale malato, ad uno sano. Perciò se il vostro cane risulta esserne affetto, fate attenzione, controllate i vostri vestiti, i tessuti della casa: l’uomo non è immune a questa patologia.

 

 

 

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