Traffico illegale di 51 cuccioli: tre cittadini slovacchi condannati


Condannati tre cittadini slovacchi: ENPA è parte civile

Avevano importato in Italia illegalmente 51 cuccioli di cane di varie razze e un gatto. Con documenti falsi e senza garantire minime condizioni di benessere. Per questo tre cittadini slovacchi sono stati condannati in primo grado dal Tribunale di Bologna a complessivi 3 anni e 8 mesi, e al pagamento in solido di 20mila euro a titolo di risarcimento per un traffico illegale di 51 cuccioli. Lo rende noto l’Ente Nazionale Protezione Animali che ha partecipato al processo in qualità di parte civile.

«Sono soddisfatta per l’esito del processo. Infatti – commenta la presidente nazionale di Enpa – è importante che il giudice abbia inflitto ai tre il massimo della pena e che li abbia condannati a un sostanzioso risarcimento. I trafficanti devono essere colpiti in ciò che è loro più caro: il profitto. Devono capire che i traffici di esseri viventi, attività criminali contrari ai più elementari principi etici, non solo non rendono ma sono in perdita. Motivo in più, questo, per chiedere a tutti di non acquistare animali».

Gli animali: sprovvisti di microchip e documentazione di accompagnamento falsa

I fatti risalgono al 21 dicembre 2014. Una pattuglia della Polizia stradale, insospettita, ha fermato un furgone all’altezza di Pian del Voglio (Bologna). Il veicolo cui viaggiavano due uomini era diretto verso Napoli, a Frattamaggiore, dove avrebbe dovuto consegnare i 51 animali agli esercizi commerciali della zona per rifornire il “mercato natalizio”.

Gli animali erano sprovvisti di microchip e di certificazioni sanitarie, la documentazione di accompagnamento era falsa. La vera età dei cani è risultata essere inferiore a quella prescritta dalla legge per le attività di compravendita. Insomma, quei cuccioli, non avrebbero dovuto essere separati dalle madri né, tanto meno, avrebbero dovuto essere caricati su un furgone e trasportati per migliaia di chilometri.

Tanto più che le condizioni di viaggio erano estremamente disagevoli, perché gli animali non avevano possibilità di bere ed erano tenuti all’interno di gabbie prive di manutenzione e non fissate al pavimento. Come se ciò non bastasse, il vano trasporto del furgone non aveva griglie laterali per il ricambio d’aria.

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