Gran Bretagna: pronta a vietare la vendita di cuccioli nei negozi di animali


Cani e gatti: direttamente dagli allevatori o adottati

La Gran Bretagna è pronta a vietare la vendita di cuccioli di cane e di gatto nei negozi di animali. Gattini e cagnolini con meno di sei mesi dovranno essere presi direttamente dagli allevatori o adottati nei canili. Il provvedimento ha come obiettivo quello di contrastare il traffico illegale di animali alimentato dalle «fabbriche dei cuccioli». Aree di allevamento intensivo, che ospitano decine o centinaia di fattrici per la riproduzione.

Come è successo a Lucy, la cagnolina che è stata salvata nel 2013 da Lisa Garner dopo aver trascorso cinque anni in una gabbia del Galles. Qui era costretta a far nascere varie cucciolate ogni anno.  La cagnolina è morta dopo tre anni per complicazioni di salute. Lucy non era più in grado di riprodursi perché le sue anche si erano ormai fuse tra loro. La cagnolina è diventata la mascotte di un’importante campagna lanciata sui social nel 2017 dal veterinario Marc Abraham. Caroline Kisko, segretaria del Kennel Club, ha dichiarato: «Tutto ciò impedirà a molti cani di soffrire e invierà un messaggio molto forte a chi vuole comprarli».

In Italia? Ancora nessuna legge che vieti la vendita

In Italia non esiste una legge che vieti la vendita degli animali nei negozi. Le norme nazionali prevedono il divieto di vendita e cessione di cani e gatti di età inferiore ai due mesi. L’età minima diventa di tre mesi se il cucciolo è di importazione.

La maggior parte dei cagnolini venduti nei nostri negozi provengono dai Paesi dell’Est, costretti ad affrontare lunghi e stressanti viaggi prima di essere messi in commercio. Gli animalisti dichiarano che le restrizioni italiane non bastano per mettere fine ai traffici illeciti. E chiedono di vietare la vendita dei cuccioli nei negozi, come sta facendo Londra e molte altre città americane.

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