Esiste una relazione tra i colori dei gatti e il loro carattere? Un etologo esperto ha realizzato uno studio per rispondere a questa domanda.

7 Novembre 2022 di Redazione

Esiste una relazione tra i colori dei gatti e il loro carattere? È quello che noi di Amici di Casa ci siamo chiesti e le risposte a cui siamo giunti sono davvero affascinanti.

Scopriamo tutti i dettagli!

Esiste una relazione tra i colori dei gatti e il loro carattere?

Per rispondere a questa domanda, il noto etologo inglese Desmond Morris ha realizzato uno studio molto approfondito che mette in relazione il colore del mantello dei gatti alla loro personalità. E i risultati sono davvero affascinanti!

La considerazione di base da cui è partito Morris è semplicissima: i gatti dello stesso colore tendono a sviluppare comportamenti molto simili. Il passo successivo è stato osservare numerosi esemplari simili per cercare di associare a ogni colore un preciso carattere. Così facendo si è arrivati ad alcune considerazioni interessanti.

Gatti tigrati

Sono ottimi cacciatori e amanti dei giochi molto vivaci. Ciò potrebbe essere dovuto, almeno in parte, al fatto che questo tipo di gatto, mimetizzandosi facilmente in mezzo a rami e foglie grazie ai colori del pelo, risulta particolarmente predisposto alla caccia. A differenza dei gatti molto chiari, non ha bisogno di sviluppare uno scatto bruciante per sorprendere la preda: gli piace giocare un po’ prima di magiare la preda!

Gatti rossi

gatto rosso

Sono i più intelligenti. Non a caso i pochissimi ammaestratori di gatti presenti sulla scena mondiale li prediligono per i loro numeri negli spettacoli circensi e televisivi. Difficile dire a cosa sia dovuta tanta intelligenza. Desmond Morris una teoria tutta sua ce l’ha: abituati fin da piccoli a essere al centro dell’attenzione per via del colore insolito e appariscente, i micini rossi avrebbero sviluppato una sorta di “egocentrismo” che li rende più ricettivi e bisognosi di attenzione di altri.

Gatti bianchi

gatto bianco

Sono coccoloni. In questo caso la ragione è più legata a questioni genetiche accertate. È infatti risaputo che spesso i gatti bianchi sono sordi, quindi più dipendenti dal padrone, sempre alla ricerca di riparo da minacce esterne che non sono in grado di individuare. Da qui anche la scarsa attitudine a convivere con altri gatti o altri animali domestici in genere.

Va poi ricordato che le gatte bianche sono spesso mamme poco affettuose e distratte: non sentendo miagolare i loro cuccioli difficilmente possono correre in loro aiuto.

Gatti neri

gatto nero

Sono indipendenti. Qualcuno pensa che ciò sia dovuto a più di cinque secoli di persecuzioni dovute a stupidi pregiudizi superstiziosi, ma forse le ragioni vanno cercate altrove. Il fatto che le colonie di randagi più numerose siano formate prevalentemente da gatti neri lascia supporre che questi animali siano più portati alla vita selvatica del branco.

Gatti “tricolore”

gatto tricolore

Come dimostrano accertate teorie genetiche i gatti a più colori, comunemente definiti “squama di tartaruga”, sono quasi sempre femmine (solo 1 su 3.000 gatti “tricolore” è maschio), quindi più gelose e possessive. Infatti, non amano molto condividere la casa e il padrone con altri gatti.

Quanti colori di mantello esistono?

I colori principali sono due: rosso e nero. Dalla loro miscela, con prevalenza di uno sull’altro, dipendono le migliaia di colori e sfumature che ornano i mantelli di tutte le razze conosciute. Il gatto bianco è invece un gatto praticamente senza colore, cioè è privo di melanina, ma può generare gatti colorati.

Colori dei gatti e carattere: qual è la conclusione?

Per concludere potremmo dire che, forse, escludendo le teorie genetiche, il carattere di un gatto dipende solo ed esclusivamente dal suo padrone. Se fin da cucciolo lo abituiamo alle coccole, anche se nero come il carbone, il micio ne vorrà sempre di più. Perciò, se il tuo cucciolotto rosso non riesce ad aprirsi da solo la scatoletta della pappa, non disperare…

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