Il gatto ha il mal di pancia? Ecco come riconoscerlo e curarlo


Come curare il mal di pancia nel gatto

Non è facile capire se il nostro gatto ha il mal di pancia. Lui certo non verrà a dircelo e dunque sta a noi imparare a riconoscere quando il nostro amato micio sta soffrendo di un qualche disturbo. Vediamo insieme quali sono i segnali più comuni.

Sintomi del mal di pancia del gatto

I principali sintomi del mal di pancia del gatto comprendono il rigurgito, il vomito, la diarrea e la stitichezza. La comparsa di questi segni clinici rende necessari alcuni aggiustamenti del regime alimentare del gatto, portando qualche miglioramento alla sua salute.

Ecco perché, prima ancora di consultare il proprio veterinario di fiducia, raccomandiamo di adottare una serie di accorgimenti dietetici utili a tenere sotto controllo la situazione, se non addirittura a risolverla. Per capire se il sintomo dipenda da un reale problema di salute, è importante valutarne le caratteristiche: ciò aiuta a distinguere tra rigurgito, ossia l’espulsione di cibo non ancora digerito, e vomito.

Il vomito del gatto, infatti, compare in numerose affezioni: non solo malattie gastrointestinali, ma anche fenomeni patologici che interessano l’apparato urinario, gli organi riproduttori femminili, il fegato, il sistema nervoso, le ghiandole endocrine.

Spesso un micio che vomita va alla ricerca dell’acqua, ma questo comportamento può determinare nuovi episodi e innescare un circolo vizioso. Per questo, è bene eliminare la ciotola dell’acqua e lasciare il gatto a digiuno dal cibo solido per almeno 12-24 ore. In seguito, si può pensare di offrirgli pasti leggeri e frequenti per un giorno o due, contattando comunque il veterinario.

Prevenire i disturbi gastrointestinali del gatto

In commercio non è difficile trovare alimenti completi per i disturbi gastrointestinali dei gatti. Questi mangimi, secchi o umidi che siano, nella maggior parte dei casi sono formulati con ingredienti altamente digeribili: in particolare, l’elevata biodisponibilità di proteine e l’autolisato di pesce aumentano il valore nutritivo e favoriscono l’assimilazione dei principi nutritivi.

A questi si aggiungono prebiotici ed elettroliti, che contribuiscono a regolarizzare il transito intestinale e a rinforzare l’apparato digerente. La disponibilità di elementi funzionali, come le fibre solubili dei broccoli e della cicoria, aiuta a migliorare la composizione della microflora e a ridurre gli odori sgradevoli. Gli acidi grassi essenziali della serie omega-3 e le fibre solubili migliorano il lavoro fisiologico dell’intestino e favoriscono la risoluzione dei problemi in maniera naturale.

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