Il gatto nero: come nasce questa superstizione?


Gatto nero: una superstizione nata nel Medioevo

Animale enigmatico e fascinoso, color della notte e con gli occhi gialli, il gatto nero si è purtroppo guadagnato la fama di portasfortuna. Ma come è nata questa leggenda senza senso? Tutto ha inizio Medioevo, quando il più violento fervore cristiano si manifestava, tra le altre forme, anche in quella della caccia alle streghe, che ha fatto migliaia di vittime in tutta Europa.

Le persone che curavano i gatti finivano sul rogo

A quel tempo si diceva che il diavolo prendesse le sembianze di un gatto nero. Addirittura, papa Gregorio IX, nel 1233, emanò la bolla Vox in Roma in cui condannava il gatto nero proprio come incarnazione di Satana! Le persone, soprattutto donne, che curavano i gatti, finivano sul rogo e anche di poveri mici innocenti ne furono sterminati a migliaia. Come tutti gli animali scuri e guardinghi, tendenzialmente notturni o che si notano poco, il gatto nero si è scontrato con le paure e le credenze popolari che non hanno giovato alla sua fama.

E come se non bastasse un tempo, quando ancora si viaggiava sulle carrozze trainate da cavalli, un gatto nero in mezzo alla strada poteva generare brutti incidenti. Da qui è nata la superstizione più famosa e stupida per cui c’è ancora oggi chi crede che se un gatto nero gli attraversa la strada succederà qualcosa di brutto… Per sensibilizzare contro le superstizioni che ruotano attorno al gatto nero, l’Aidaa ha creato il Gatto Nero Day che si celebra ogni anno il 17 novembre.

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