Jovanotti e moglie di nuovo in campo: all’asta i suoi cimeli per aiutare i gatti di Lucignano


Jovanotti, Francesca Valiani e Il Cile (Lorenzo Cilembrini) in aiuto dei mici di Lucignano rimasti senza la loro gattara

Jovanotti e Lorenzo Cilembrini detto “Il Cile” scendono in campo per aiutare i mici di Lucignano rimasti senza la loro gattara. La notizia di questa colonia rimasta orfana ha scatenato una vera e propria ondata di solidarietà. In una decina di giorni sono stati raccolti 1800 euro dei 2500 necessari per sostenere le cure, le spese veterinarie, le vaccinazioni, le medicine, le cucce.

Per fare fronte all’emergenza è intervenuta Francesca Valiani, moglie di Jovanotti. Francesca ha messo a disposizione i cimeli del marito per organizzare un’asta e donare il ricavato alla colonia di Lucignano.

La famiglia Cherubini è infatti molto sensibile ai bisogni degli animali abbandonati sul loro territorio. A Natale, infatti, come già scritto nelle nostre news, la famiglia Jovanotti ha regalato 23 quintali di crocchette e di cibo umido al canale di Cortona. Ogni giorno, nella loro casa cortonese la famiglia di Jovanotti ospita cani e gatti trovatelli, molti dei quali presi proprio dallo stesso canile.

Organizzata raccolta fondi e punti di raccolta di materiale per i gattini rimasti orfani

Da quando, il 2 gennaio, Silvia Borri di Arezzo ha pubblicato su Facebook la notizia della morte della signora Marisa che accudiva e coccolava la colonia di Lucignano, tutti hanno voluto contribuire. Sono stati organizzati, inoltre, oltre alla raccolta fondi, anche punti di raccolta materiale: cucce pulite, ciotole, trasportino, tiragraffi, giochi e medicine. Il veterinario di Castiglion Fiorentino si è messo a disposizione per vaccinazioni, test, sterilizzazioni e interventi per le bestiole più gravi.

Tutto quello che avanzerà, spiegano le volontarie, andrà a favore di altri mici sfortunati e delle associazioni e dei canili e gattili che li ospiteranno. I gatti di Lucignano, infatti, dovranno presto lasciare la loro vecchia casa, ora che la «mamma umana» non c’è più, per nuovi punti di accoglienza.

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