Uno studio dell’Università di Edimburgo collega la demenza felina all’Alzheimer e aiuta a capire meglio i sintomi.

12 Maggio 2026 di Redazione

Una ricerca dell’Università di Edimburgo ha individuato importanti somiglianze tra la demenza felina e il morbo di Alzheimer umano. La scoperta potrebbe aiutare sia la medicina veterinaria sia la ricerca sulle malattie neurodegenerative umane.

Un legame tra demenza felina e Alzheimer

La demenza felina, chiamata anche disfunzione cognitiva felina (FCD), potrebbe avere molti più punti in comune con il morbo di Alzheimer di quanto si pensava. È quanto emerge da uno studio condotto dalla Royal School of Veterinary Studies dell’Università di Edimburgo, che ha analizzato il cervello di gatti anziani con sintomi compatibili con la malattia.

Secondo i ricercatori, le somiglianze osservate potrebbero aprire nuove prospettive sia per la comprensione della demenza nei gatti sia per lo studio delle malattie neurodegenerative umane.

Cosa hanno scoperto i ricercatori

Le analisi al microscopio hanno evidenziato un accumulo di beta-amiloide all’interno delle sinapsi, le strutture che permettono la comunicazione tra le cellule cerebrali. Alterazioni simili sono considerate uno degli elementi chiave anche nell’Alzheimer umano.

I ricercatori hanno inoltre osservato il coinvolgimento di cellule di supporto del cervello in un processo noto come “potatura sinaptica”. Si tratta di un fenomeno importante nello sviluppo cerebrale iniziale ma che nelle malattie neurodegenerative può contribuire alla perdita delle normali funzioni cognitive.

Perché i gatti potrebbero aiutare la ricerca

Secondo il dottor Robert McGeachan, responsabile dello studio, il fatto che i gatti sviluppino questi cambiamenti cerebrali può renderli un modello molto utile per comprendere meglio la malattia.

L’obiettivo non è soltanto migliorare le conoscenze sulla demenza felina ma anche capire se future terapie possano avere effetti positivi sia sugli animali sia sulle persone affette da Alzheimer.

Una malattia frequente nei gatti anziani

La disfunzione cognitiva felina è legata all’invecchiamento e interessa soprattutto i gatti oltre gli undici anni. Secondo le stime citate dai ricercatori, può colpire tra il 30 e il 50% dei soggetti anziani.

La malattia provoca un progressivo declino delle capacità cognitive e può modificare profondamente il comportamento del gatto.

I segnali da non sottovalutare

Tra i sintomi più frequenti della demenza felina ci sono:

  • disorientamento e difficoltà a riconoscere luoghi familiari
  • vocalizzazioni eccessive, soprattutto notturne
  • cambiamenti nel sonno
  • alterazioni dell’appetito
  • eliminazioni inappropriate
  • variazioni nel rapporto con le persone
  • maggiore ansia o irritabilità

Anche modifiche nella toeletta, come leccamento eccessivo o scarsa cura del mantello, possono rappresentare un segnale da osservare con attenzione.

Intervenire presto può aiutare

Attualmente la demenza felina non è curabile, ma creare ambienti prevedibili, routine stabili e monitorare i cambiamenti comportamentali può fare la differenza nella qualità di vita dei nostri amici anziani.


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