Burmese


Energico e affettuoso, il Burmese condivide con il suo parziale progenitore, il Siamese, il fascino e la determinazione, oltre alla “chiacchiera” facile con voce dolce e musicale. Per questo mix di grinta e dolcezza alcuni lo chiamano… “mattone rivestito di velluto”. Molto intelligente, apprezza la compagnia del suo umano e non ama stare solo molto a lungo. Piuttosto, accetta volentieri anche altri compagni a quattro zampe, gatti e anche cani. Giocare gli piace e ne ha bisogno, perché la sua energia è notevole. Esiste anche una varietà a pelo lungo, chiamata Tiffany, che differisce dall’originale sostanzialmente solo per il mantello.

 

Caratteristiche

Taglia: media

Pelo: corto e morbido

Colori: marrone, blu, cioccolato, lilla, rosso, crema, cannella, tortie, anche con sfumatura silver

Costo nutrizione: medio

In famiglia: vivace, intelligente, affettuoso

Ambiente ideale: appartamento o casa con giardino

 

 

Origine

Discende dal Siamese e dal cosiddetto “gatto ramato” di Burma (l’attuale Birmania o Myanmar). Il primo esemplare noto, frutto dell’incrocio tra quelle due razze, si chiamava Wong Mau e apparteneva a un medico della Marina statunitense, John Thompson, che l’aveva acquistata da un marinaio a Rangoon negli anni Trenta e l’aveva poi portata a casa con sé (altre fonti dicono invece che se la fosse recapitare a San Francisco via nave). Il dottor Thompson fece accoppiare la gatta con un Siamese di nome Tai Mau e il risultato furono micini con manto beige, marrone e point (come il Siamese). In questo modo venne scoperto il gene “burmese” e il medico, assistito da alcuni genetisti, pubblico anche un articolo su una rivista scientifica, uno dei primi dedicati alla genetica del gatto. La Cat Fanciers Association, importante sodalizio gattofilo d’Oltreoceano, riconobbe la razza nel 1936 ma poi la sospese perché gli allevatori continuavano a utilizzare il Siamese per la riproduzione. Cessata tale pratica, il Burmese fu riammesso nel 1953 e, da allora, è piuttosto popolare tra gli appassionati americani, meno diffuso da noi.

 

Carattere

Il Burmese è un gran curiosone che non lascia inesplorato alcun angolo della casa, inclusi cassetti, antine e ogni altro anfratto disponibile. Giocherellone fin da cucciolo, rimane tale tutta la vita e vale la pena stuzzicare la sua intelligenza, notevole, con giochi interattivi e insegnargli qualche trucchetto da esibire con gli amici: “siedi”, “rotola”, “vieni” sono comandi che impara facilmente, oltre a riportare i giocattoli e anche a camminare al guinzaglio,  perché adora interagire con il suo umano preferito e seguirlo ovunque. Ovviamente, quindi, odia la solitudine prolungata e la noia. Ma è anche un gran coccolone.

 

Salute

Tendenzialmente sano, tra le malattie che possono colpire il Burmese per ereditarietà appaiono a volte deformità del cranio, problemi alla cornea ed eccessiva lacrimazione. In alcuni soggetti è stata riscontrata la predisposizione allo sviluppo di problemi dentali. Poiché ha poco sottopelo, la cura del mantello è poco impegnativa ma tale caratteristica consiglia anche di non lasciarlo a lungo all’aperto quando fa molto freddo.

Standard

Corpo: di media taglia, ben proporzionato, muscoloso e forte, con petto profondo e dorso dritto.

Testa: leggermente allungata, zigomi prominenti e naso con netto stop. Mento forte.

Orecchie: di media grandezza, un po’ inclinate in avanti, larghe alla base, ben spaziate e con punte arrotondate.

Occhi: grandi e distanziati, con palpebra inferiore arrotondata e superiore dritta.

Zampe: snelle e robuste.

Piedi: ovali

Coda: affusolata, di lunghezza media e con punta arrotondata

Mantello: lucente, corto, fine, folto, aderente al corpo e quasi privo di sottopelo. Pelo sottile e setoso.

Colori:  marrone, blu, cioccolato, lilla, rosso, crema, cannella, tortie, anche con sfumatura silver

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