Spesso scambiamo per dispetti dei segnali di disagio: ecco quali sono i sintomi per capire se il nostro gatto è davvero stressato.

5 Maggio 2022 di Redazione

I gatti sono animali meravigliosi ma imperscrutabili, misteriosi e difficili da decifrare. Per questo può accadere che scambiamo dei loro segnali di disagio o di stress per dispetti.

Bisogna considerare che i nostri amici pelosi vivono in appartamenti, spesso senza relazioni con altri animali e scarse possibilità di cacciare, arrampicarsi e scoprire “nuovi mondi”. Inoltre condividono la propria vita con proprietari che sono spesso assenti: è facile immaginare che anche i gatti possano essere stressati.

Ma come comunicano il loro disagio e quali sono i segnali che manifestano? Scopriamolo insieme.

Segnali con cui il gatto comunica lo stress

Il gatto, come gli altri Felidi, è un animale molto espressivo e comunica lo stress attraverso 4 canali principali:

Segnali facciali. Il diametro della pupilla può essere uno strumento per comprendere alcuni comportamenti del gatto. Una pupilla sottile viene di solito associata alla rabbia, mentre una pupilla dilatata esprime paura. Il segnale della dilatazione o meno della pupilla è associato alla posizione delle orecchie, piegate indietro sul collo per la paura, dritte sulla testa o laterali e piatte come simbolo di minaccia. Solitamente, mostrare i denti canini sottolinea l’intensità dei segnali facciali.

Segnali vocali. Il soffio o i sibili possono essere sintomi di stress nel gatto.

Posizione della coda. I movimenti accentuati possono segnalare il disagio, mentre la coda tenuta verticale è un segnale positivo per un contatto.

Atteggiamenti. Sono segnali di tensione sociale quando il gatto evita lo sguardo dei suoi simili sforzandosi di guardare in un’altra direzione; la tensione nel modo di camminare e i movimenti in postura laterale.

Sono poi da considerare sintomi di stress vari altri atteggiamenti del gatto tra cui: l’isolamento, la mancanza di energie fino all’astenia (l’assenza di movimento) e l’eliminazione inappropriata che si verifica quando il micio urina o defeca fuori dalla cassettina. Ovviamente, tutte queste manifestazioni non hanno una lettura universale e vanno contestualizzate in relazione all’ambiente, alle abitudini e all’età del gatto.

Come aiutare un gatto stressato

Quando un gatto manifesta sintomi di stress si possono fare tre cose. La prima è eliminare la causa della paura, ma non sempre è possibile poiché spesso le sue origini non sono controllabili (come nel caso di un temporale).

La seconda, suggerita dal veterinario francese Patrick Pageat, è somministrare un farmaco che interrompa la paura, come un ansiolitico o un antidepressivo. Purtroppo non sono sempre facili da somministrare e comportano notevoli effetti collaterali.

La terza soluzione è quella di utilizzare i feromoni artificiali, ovvero le risorse con cui questi animali comunicano e tramite cui inviano informazioni per bloccare la paura. I feromoni appaganti innescano un meccanismo di fiducia che si basa sul rilascio di qualche neurormone specifico e questo li aiuta a superare momenti di difficoltà e di stress.

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