Vediamo se e quando tagliare le unghie al gatto, come farlo in sicurezza e quali errori evitare

14 Luglio 2026 di Redazione

Gli artigli sono strumenti indispensabili per il gatto: gli permettono di arrampicarsi, difendersi, giocare e marcare il territorio. Proprio per questo non sempre è necessario accorciarli. Nei mici che vivono esclusivamente in casa, però, una manicure periodica può prevenire piccoli problemi e rendere la convivenza più serena.

Gli artigli del gatto sono molto più di semplici unghie. Servono ad arrampicarsi, mantenere l’equilibrio, afferrare gli oggetti, difendersi e perfino comunicare attraverso i segni e gli odori lasciati quando graffia una superficie. Per questo motivo non dovrebbero essere accorciati senza una reale necessità.

I gatti che trascorrono parte della giornata all’aperto, in genere, li consumano naturalmente su tronchi, pietre e altre superfici ruvide. Diversa è la situazione di molti mici che vivono esclusivamente in appartamento.

Quando è davvero necessario intervenire?

Non esiste una regola valida per tutti. Alcuni gatti d’appartamento mantengono gli artigli alla giusta lunghezza grazie a un buon tiragraffi, altri invece tendono a consumarli poco.

È il momento di intervenire quando le unghie iniziano a impigliarsi nei tessuti, producono un leggero ticchettio sul pavimento oppure diventano molto ricurve. Nei mici anziani il problema è più frequente, perché con il passare degli anni diminuiscono movimento e attività, quindi anche il consumo delle unghie.

Se trascurati troppo a lungo, gli artigli possono modificare l’appoggio della zampa e, nei casi più gravi, arrivare a penetrare nel cuscinetto plantare, provocando dolore, infezioni e zoppia.

Come tagliarle senza fare male al gatto

L’operazione è più semplice di quanto sembri, purché venga eseguita con calma e senza forzature.

Il momento migliore è quando il gatto è rilassato, magari dopo aver giocato o mangiato. Facciamolo accomodare sulle nostre gambe, accarezziamolo e prendiamo delicatamente una zampa. Una lieve pressione esercitata appena sopra le dita farà fuoriuscire l’artiglio.

A questo punto basta utilizzare un tagliaunghie specifico per gatti e rimuovere esclusivamente la punta ricurva.

Negli artigli chiari è facile distinguere la parte trasparente, che può essere tagliata, dalla zona rosata, dove scorrono vasi sanguigni e terminazioni nervose. Se invece le unghie sono scure, è più prudente accorciare soltanto una piccola porzione della punta.

L’errore da evitare

La tentazione di accorciare troppo l’unghia è l’errore più comune.

A differenza delle nostre, quelle del gatto contengono una parte vascolarizzata e ricca di terminazioni nervose, chiamata comunemente “polpa”. Se viene lesionata provoca dolore e sanguinamento.

Per questo è sempre meglio limitarsi alla sola estremità trasparente. Se accidentalmente dovesse uscire un po’ di sangue, nella maggior parte dei casi è sufficiente comprimere delicatamente la zona con una garza; possono essere utili anche le apposite polveri emostatiche, facilmente reperibili nei negozi specializzati.

Il tiragraffi rimane indispensabile

Accorciare le unghie non elimina il bisogno di graffiare.

Per il gatto il graffio è un comportamento fondamentale: mantiene efficienti gli artigli, aiuta a distendere muscoli e tendini e rappresenta anche un’importante forma di marcatura del territorio grazie alle ghiandole odorose presenti tra i cuscinetti plantari.

Per questo motivo ogni gatto dovrebbe avere a disposizione almeno un tiragraffi robusto e sufficientemente alto da consentirgli di stirarsi completamente. È uno degli accessori più importanti per il suo benessere, oltre che un valido alleato per proteggere mobili e divani.

Abituarlo fin da cucciolo è la scelta migliore

Se il gatto viene abituato fin dai primi mesi di vita a farsi manipolare le zampe, il taglio delle unghie diventa spesso una semplice routine. Bastano sedute molto brevi, accompagnate da carezze e piccoli premi, senza cercare di completare necessariamente tutte le zampe in una volta sola. Se il micio si mostra infastidito è meglio interrompere e riprovare più tardi, evitando di trasformare l’operazione in una fonte di stress.

Con i gatti adulti che non sono mai stati abituati, invece, può essere necessario procedere molto gradualmente, limitandosi all’inizio anche a una sola unghia per volta. Nei soggetti particolarmente insofferenti è preferibile chiedere l’aiuto del medico veterinario o di un toelettatore esperto, piuttosto che forzare l’animale e rischiare di creare un’associazione negativa. Una volta instaurata una routine serena, il controllo periodico degli artigli richiederà solo pochi minuti

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