Usa: aboliti i test toxoplasmosi che uccidevano i gatti


USDA: aboliti i test toxoplasmosi responsabili della morte di migliaia di gatti

L’United States Department of Agriculture (USDA) degli Stati Uniti sta mettendo fine a una pratica di test responsabile della morte di migliaia di gatti dal 1982. I funzionari dell’USDA hanno annunciato oggi che la ricerca sulla toxoplasmosi non utilizzerà più i gatti per studiare gli effetti del parassita.

Arriva la dichiarazione ufficiale: decisione di porre fine ai test sui gattini

La decisione dell’USDA di porre fine al controverso progetto di test è in parte una reazione alle pressioni esercitate dai legislatori al Congresso. Il membro del Congresso Jimmy Panetta e il senatore Jeff Merkley hanno cercato di porre fine agli esperimenti sui gatti. Martedì, l’ufficio di Panetta ha rilasciato una dichiarazione ufficiale in cui affermava: “Mi congratulo con l’USDA per la sua decisione di porre fine a questo tipo di test sui gattini, ascoltando le persone e rispondendo in modo adeguato alle nostre preoccupazioni”.

In un comunicato stampa, l’ufficio del senatore Merkley ha dichiarato: “La decisione dell’USDA di massacrare i gattini dopo che sono stati utilizzati nella ricerca è stata una pratica arcaica e un trattamento orribile. Ed è tempo di concluderla”. I gatti rimasti e non infettati adesso sono stati messi in adozione nella speranza che trovino presto una casa e una famiglia che li accolga come dei veri esseri viventi e non come cavie da laboratorio.

La ricerca sulla toxoplasmosi da anni utilizzava i gatti

Per decenni i laboratori di ARS (Agricultural Research Service) hanno usato gattini per studiare la malattia provocata dalla taxoplasmosi. Li hanno cibati con della carne cruda e, una volta preso il parassita nelle loro feci infette, abbattevano i poveri mici. Secondo il White Coat Waste Project, un’organizzazione no-profit dedicata all’eliminazione dei test sugli animali, il programma di ricerca è costato 22 milioni di dollari e ha portato alla morte di oltre 3.000 gatti.

Immagine in evidenza www.huffpost.com fonte www.cbsnews.com

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