Alla 82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il regista tedesco Werner Herzog presenta il suo ultimo lavoro, Ghost Elephants, un documentario che esplora la ricerca di un branco leggendario di elefanti nelle remote alture dell’Angola.
Il film è stato proiettato in anteprima mondiale il 28 agosto 2025 alla Sala Grande del Lido di Venezia, con successive proiezioni pubbliche il 29 agosto alle 17:30 alla Sala Volpi e alle 19:00 e 21:30 presso il Cinema Astra 2.
Un viaggio tra realtà e mito
Il film segue il biologo Dr. Steve Boyes e tre esperti tracciatori KhoiSan in un’avventura che mescola scienza, spiritualità e memoria ancestrale.
La missione è localizzare gli “elefanti fantasma” di Lisima, un branco di elefanti ritenuti estinti dalla tecnologia moderna ma ancora vivi nella tradizione orale e nelle visioni rituali delle tribù locali.
Herzog descrive il progetto come una “caccia alla balena bianca“, un’odissea esistenziale che sfida la separazione tra sogno e realtà. Il regista ha dichiarato: “Dopo aver incontrato Steve Boyes, un progetto inaspettato è arrivato a me con grande urgenza. Come molti dei miei film, questo è un’esplorazione dei sogni, dell’immaginazione — pesata contro la realtà.”

Dove è ambientato il film
Ghost Elephants è ambientato nelle remote alture dell’Angola, una regione selvaggia e scarsamente popolata, grande quanto l’Inghilterra. Questa zona, descritta da Herzog come “la Terra alla fine del mondo”, è caratterizzata da fitte foreste pluviali, montagne nebbiose e un ecosistema incontaminato.
Le tribù locali, come i KhoiSan, custodiscono storie e leggende su un branco di elefanti giganti che si dice siano scomparsi, ma che continuano a vivere nella memoria collettiva e nei rituali spirituali.
La scelta di Herzog di ambientare il film in queste terre remote non è casuale. La regione rappresenta un luogo dove mito e realtà si intrecciano, offrendo al regista l’opportunità di esplorare temi universali come la memoria, la spiritualità e la connessione tra uomo e natura.
Un Leone d’Oro alla carriera
In occasione del festival, Herzog è stato insignito del Leone d’Oro alla carriera per il suo straordinario contributo al cinema mondiale. Il direttore artistico Alberto Barbera ha definito Herzog un “instancabile esploratore” che ha spinto i confini del cinema e della narrazione.
Herzog ha risposto con la consueta modestia: “Mi sento profondamente onorato di ricevere il Leone d’Oro alla carriera dalla Biennale di Venezia. Ho sempre cercato di essere un Buon Soldato del Cinema e questa mi sembra una medaglia per il mio lavoro. Grazie. Tuttavia non mi sono ancora ritirato. Lavoro come sempre.”
Ghost Elephants è un’opera che unisce l’esplorazione della natura selvaggia a una riflessione profonda sulla memoria, la spiritualità e il rapporto tra uomo e ambiente.
Con la sua consueta maestria, Herzog ci invita a riflettere su ciò che è reale e su ciò che è mito, in un viaggio cinematografico che promette di lasciare un segno indelebile.