I cani e i gatti trasmettono il Covid-19?


cani e gatti
Foto a cura di Doublecompile

Solo tre settimane fa Soumya Swaminathan, Chief Scientist dell’Organizzazione mondiale della sanità, durante una conferenza stampa a Ginevra aveva parlato della relazione fra animali e Covid-19, facendo il punto sui risultati delle varie ricerche:

Si tratta di un tema molto importante per le persone, ma il rischio di contagio da animali domestici è molto ridotto. I felini, ovvero i gatti e persino le tigri possono essere contagiati da Sars-Cov-2 dall’uomo, come pure i furetti. E c’è stato il caso degli allevamenti di visoni. Ma il ruolo degli animali domestici come fonte di contagio sembra trascurabile.

Quella di Swaminathan si è rivelata una buona notizia per tutti gli amanti e i possessori di animali domestici. Inoltre, questo potrebbe significare che l’uso dei cani nel riconoscimento dei malati da Covid-19 (di cui vi abbiamo parlato qui) sarebbe effettivamente attuabile.

Qualche giorno fa un gruppo di veterinari pavesi, insieme con un’equipe di esperti dell’Ateneo di Bari, ha riportato i risultati di uno studio secondo cui cani e gatti, se pure si possono ammalare di Coronavirus, non sembrano trasmetterlo.

Per poterlo dimostrare, sono stati eseguiti tamponi e prelievi su circa 500 animali domestici provenienti dalle zone più a rischio. Di questi, 150 provenivano dalla Bassa pavese e dal Basso lodigiano, e sono stati sottoposti a test a partire da inizio marzo fino a fine giugno, per vedere se ci fosse possibilità di trasmissione del virus.

Foto a cura di Ilmicrofono Oggiono
Lo studio pavese

Questo studio ha usato come punto di partenza le zone più colpite, ovvero Lodi, Pavia, Brescia e Bergamo, fino a estendersi a tutta la Lombardia e al Piemonte, nel Novarese, partendo tra Gallarate e Trecate.

Come riporta «La Provincia Pavese», la maggiore difficoltà è stata quella di trovare cuccioli che si sottoponessero ai test, perché spesso i proprietari, inizialmente entusiasti, si tiravano indietro temendo che un’eventuale positività degli animali implicasse la quarantena. Maia Fiorelli, veterinaria di Spessa, ha raccontato che la maggior parte degli animali provengono dalla Bassa e che lei stessa, anche in pieno lockdown, si è premurata di contattare i suoi pazienti e recarsi a fare test a domicilio, iniziando con i tamponi orofaringei e arrivando poi ai prelievi ematici per individuare presenza di anticorpi. La dottoressa Fiorelli ha spiegato al quotidiano pavese che

Lo screening era gratuito e, per i cani di grossa taglia, non si sono verificati problemi per il tampone nasale, per quelli più piccoli, a volte è stato sufficiente strofinarlo sul tartufo. Nessuna difficoltà invece con i gatti.

Secondo alcune indiscrezioni i tamponi sarebbero tutti negativi, mentre si attendono ancora le analisi dei prelievi. Comunque, Fiorelli sottolinea che l’obiettivo finale dello studio non è la ricerca del virus nel cane o nel gatto, piuttosto la ricerca sul meccanismo della sieroconversione, ossia scoprire in che misura cane o gatto possano contagiarsi.

Al momento si sa che non sono loro a trasmettere il Covid-19 all’uomo, piuttosto possono essere contagiati da persone positive, come dimostrano i pochi casi accertati a livello mondiale.

Queste le parole di Fiorelli, che ricorda come nei pochissimi casi di animali contagiati al mondo, tutti i padroni erano poi stati trovati a loro volta positivi. Dunque, per il momento non è dimostrato che gli animali domestici trasmettano l’infezione all’uomo. Ma è assodato il contrario. Restiamo in attesa di nuovi sviluppi ma siamo ottimisti.

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