La nostra gatta è incinta? Ecco tutto quello che bisogna sapere


Come tutti gli eventi di grande importanza, anche la gravidanza del nostro gatto può costituire un momento di stress e paura.

Con la giusta preparazione a riguardo e le conoscenze per gestire ogni eventuale situazione, tuttavia, non c’è niente da temere, e l’arrivo della cucciolata può essere un momento di grande gioia.

Scopriamo insieme quanto dura la gravidanza della gatta, dove partorisce, come comportarci nei suoi confronti e in che modo gestire il momento tanto atteso del parto.

Quanto dura la gravidanza?

Tra il concepimento e il parto passano circa 63/65 giorni, come per le femmine di cane, ma i primi segni di un’ipotetica gravidanza si manifestano intorno al ventesimo giorno. Il primo segnale a cui prestare attenzione è l‘arrossamento dei capezzoli della gatta. Altri indicatori sono un ingrossamento del ventre e l’aumento di peso, ma va tenuto presente che solo il veterinario, tramite palpazione dell’addome ed ecografia, può darci la sicurezza che la nostra gatta sia incinta.

Nel periodo successivo l’addome si gonfia sempre di più e dalla settima settimana in poi si possono sentire i micini muoversi all’interno della pancia della mamma.

Dall’ottava settimana, in seguito, la gatta riduce la propria attività fisica e sonda la casa per cercare il luogo ideale per partorire. I capezzoli potrebbero iniziare a perdere un po’ di latte.

Dalla nona settimana in avanti, la gatta potrebbe partorire in qualsiasi momento!

Il giorno che precede il grande evento la gatta si mostrerà irrequieta, respirando con ritmo accelerato, facendo continuamente le fusa e miagolando. Si deve fare molta attenzione all’eventuale perdita di liquidi (sangue o liquido chiaro): sono un segno inequivocabile dell’imminenza del parto.

Al momento del parto, potrebbero passare da 2 a 6 ore prima che tutti i cuccioli (con intervalli che possono andare dai 5 a 60 minuti) vengano alla luce.

Dove partorisce il gatto?

Alcune gatte si mettono a “scavare” il pavimento di casa come se volessero prepararsi una buca dove partorire, oppure vanno in cerca di un angolo particolarmente tranquillo e protetto, dove accumulano coperte e stracci che costituiranno la loro “sala parto”.

Possiamo cercare di aiutarla mettendole a disposizione una grossa scatola chiusa su tre lati e foderata di giornali: meglio evitare le copertine di stoffa che si sporcano in fretta. Un consiglio: nei giorni imminenti al parto è meglio tenere armadi e cassetti sempre ben chiusi, e mettere la cassettina dei bisogni abbastanza vicina alla nuova cuccia.

Come gestire l’alimentazione del gatto?

Durante le prime sei settimane dobbiamo stare attenti che la gestante non subisca bruschi cambiamenti di peso. Possiamo quindi
continuare a darle la solita dose giornaliera di pappa, magari aumentandola di poco.
Durante le ultime tre settimane, invece, dobbiamo esaudire le necessità energetiche della gatta aumentando la dose fino al 40%.
Negli ultimi giorni dobbiamo darle da mangiare in piccole dosi tante volte al giorno: se la gatta smette di mangiare dovremo ricorrere a cibi altamente nutrienti.
Dopo il parto, la neo mamma perderà immediatamente quasi la metà del peso accumulato durante la gestazione: il restante 60% sarà smaltito poco a poco.
In caso di stitichezza della gatta nei giorni precedenti al parto, può essere utile aggiungere due cucchiaini di olio d’oliva al suo pasto.

Quando è necessario chiamare il veterinario?

Se la gatta ha le doglie per più di due ore e non partorisce, se le contrazioni non cominciano dopo sei ore dalle prime perdite di liquido, se perde troppo sangue, se perde eccessive quantità di liquido biancastro dopo il parto, se ha ancora le doglie dopo l’ultimo cucciolo partorito e se non mostra alcun interesse per i nuovi nati: in tutti questi casi è necessario l’intervento del veterinario.

Un fenomeno a cui dobbiamo prestare particolare attenzione è la cosiddetta “perdita delle acque”, che consiste nella rottura della sacca fetale del piccolo presente nel canale del parto: la rottura deve essere necessariamente seguita, entro un’ora o due al massimo, dalla nascita del gattino impegnato nel tratto cervico-vaginale.

In caso di problemi, è fondamentale l’intervento tempestivo del veterinario, che può aiutare la nostra gatta a partorire con interventi di tipo manuale, farmacologico oppure chirurgico (taglio cesareo).
Alcune precauzioni da prendere

Anche se durante la gravidanza mamma gatta tende a stare più tranquilla, dedicando meno tempo a giochi e a passeggiate, è bene impedirle di uscire gli ultimi quindici giorni prima del parto, poiché sono il momento più delicato.

Quando il momento si avvicina, è buona norma cominciare a misurare mattina e sera la temperatura corporea della nostra gatta.
Nell’imminenza del parto, la temperatura rettale si abbassa di circa un grado (normalmente è compresa fra 38 e 39 gradi centigradi), ma è importante tenere conto dei dati individuali, delle oscillazioni quotidiane e dei mutamenti che occorrono giorno dopo giorno.

Tra i problemi più comuni che possono verificarsi dopo il parto, vanno menzionati l’assenza dell’istinto materno e la mancanza del latte, due disturbi a cui è quasi sempre necessario ovviare mediante l’allattamento artificiale. In ogni caso, è molto importante far sì che i piccoli assumano almeno il colostro, cioè il latte che esce dalle mammelle nei primi giorni dopo il parto. Questa sostanza, infatti, è particolarmente ricca di anticorpi, grazie ai quali i micetti sono in grado di difendersi da batteri e microrganismi.

 

 

Scopriamo in questo articolo, invece, come comportarci durante la gravidanza del nostro cane.

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