In primavera non è raro trovare un uccellino in difficoltà. Come possiamo soccorrere uccellino caduto dal nido, evitando che faccia una brutta fine?

4 Giugno 2019 di Redazione

Soccorrere un uccellino caduto dal nido? Ecco cosa dobbiamo fare!

In primavera e in estate non è raro trovare un uccellino in difficoltà. Come possiamo soccorrere uccellino caduto dal nido, evitando che faccia una brutta fine? Possiamo chiedere l’aiuto di un’associazione – come la Lipu o l’ENPA – ma se ci sentiamo pronti a intervenire è giusto sapere come fare.

Uccellino caduto dal nido: pulirlo e nutrirlo

Quando ci accorgiamo di un uccellino smarrito innanzitutto osserviamolo da una posizione nascosta, per una buona mezz’ora, in modo da vedere se i suoi richiami vengono ascoltati dai genitori, che potrebbero accudire l’uccellino fuori dal nido. Quando siamo certi che il piccolo è abbandonato, prendiamolo e portiamolo a casa.

Puliamolo delicatamente con una pezzuola di cotone, imbevuta di acqua tiepida. Mettiamolo in un contenitore foderato con materiali morbidi e coperto con una rete, che gli impedisca di uscire.

Nelle prime fasi di vita l’uccellino necessita di una dieta ricca di proteine. Pezzettini di carne macinata o piccoli assaggi di acqua o latte, somministrati a intervalli molto frequenti (ogni 30-60 minuti) con una pinzetta, alternandoli a qualche goccia d’acqua.

E se l’uccellino ha già il piumaggio?

Se l’uccellino è provvisto di piumaggio, e quindi è più grande, va sistemato in un ambiente silenzioso e semi-buio, dove si senta al sicuro. Osservando bene la forma del becco riusciamo a capire se si tratta di una specie granivora o insettivora. I granivori dal becco tozzo e conico vanno alimentati con carne frullata, farina, latte e pane grattugiato.

Per gli insettivori, dotati di un becco lungo e aguzzo, è più indicato un impasto di larve, vermi, fegato, tonno al naturale e tuorlo d’uovo sodo.

Quando è il momento di liberarlo?

La crescita dell’uccellino, il suo essere sempre più autonomo, le sue capacità di movimento ci indicheranno il momento opportuno per reintrodurlo in natura, scegliendo un luogo tranquillo, con molti alberi e una discreta avifauna, in una giornata di sole e senza vento. Dopo averlo posato nei palmi delle mani unite a coppa, faremo un movimento rapido e deciso verso l’alto, abbassando poi subito le braccia, in modo che il piccolo amico pennuto si ritrovi sospeso in aria, per volare incontro al destino che lo attende.

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