Le congiuntivite nel gatto


Una delle più comuni affezioni a carico degli occhi del nostro amico gatto è la congiuntivite: vediamo di cosa si tratta

La congiuntiva è il tessuto di rivestimento dell’occhio e può essere distinta in:
* congiuntiva palpebrale
* congiuntiva bulbare

Si parla di congiuntivite quando il tessuto di cui sopra viene coinvolto in un processo infiammatorio che ne altera in maniera evidente le caratteristiche.

Cause

Nella specie felina la congiuntivite costituisce un’affezione relativamente frequente.

Tra le cause più comuni abbiamo:
* malformazioni (anomalie dei dotti nasolacrimali, delle figlie
* agenti chimici;
* agenti fisici;
* allergie;
* squilibri;
* infezioni e parassitosi.

ATTENZIONI alle forme VIRALI

Molto spesso le congiuntivite feline nascondono un’infezione sistemica che coinvolge anche li occhi: gli esempi classici sono quelli della rinotracheite infettiva (Herpesvirus), della calicivirosi (Calicivirus) e della Chlamidiosi ( Chlamydophila felis).
Le prime due patologie, entrambe su base virale, determinano il contemporaneo coinvolgimento dell’apparato respiratorio, mentre la terza esordisce in maniera più subdola interessando prima un occhio, poi l’altro, per diffondersi infine alle vie aeree.
Da ricordare che la prevenzione di tutte e tre le malattie può essere facilmente messa in atto mediante la vaccinazione specifica.

Sintomi

I sintomi di congiuntivite sono in genere:
* arrossamento della mucosa;
* gonfiore della parte;
* lacrimazione in eccesso;
* essudazione (tipo sieroso, mucoso, muco/purulento, emorragico);
* difficoltà ad aprire la palpebra;
* fotofobia (fastidio nei riguardi della luce);
* sfregamento: talvolta il disagio induce il gatto a sfregare gli occhi con le zampe anteriori o a strofinarsi contro superfici ruvide o sul terreno.

Cura

L’approccio a una forma di congiuntivite non grave consiste nella pulizia dell’occhio con detergenti specifici per uso felino o camomilla fredda (evitare l’acqua borica).
La camomilla fredda può essere utilizzata anche per imbibire una garza, mediante la quale esercitare sugli occhi malati degli impacchi di qualche minuto un paio di volte al giorno

In alternativa si possono impiegare dei blandi colliri decongestionati (verificando che non contengano principi attivi come antibiotici, cortisonici o antinfiammatori non steroidei) meglio se di tipo omeopatico o naturale.

In caso di mancata risoluzione nel giro di uno/due giorni, è consigliabile evitare il “fai da te”, ma rivolgersi quanto prima a un medico veterinario esperto di oftalmologia.

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