Operazione Pettirosso: denunciati 4 cacciatori per l’uccisione di uccelli protetti


Mantova: denunciati 4 bracconieri per l’uccisione di uccelli protetti

I Carabinieri Forestali della Sezione Operativa Antibracconaggio e Reati ai danni degli Animali hanno denunciato 4 cacciatori, tra i 60 e i 75 anni, per l’uccisione di uccelli tra cui esemplari di Frosone e di Picchio Rosso Maggiore, considerati protetti ai sensi della legge n.157/1992 (cd legge sulla caccia), in provincia di Mantova.

I volatili venivano attirati attraverso richiami acustici a funzionamento elettromagnetico, strumenti vietati dalla legge. A termine della “Operazione Pettirosso“, i Carabinieri Forestali hanno sequestrato ai quattro cacciatori 5 fucili da caccia e 2 richiami acustici. Nei carnieri dei cacciatori sono stati rinvenuti anche una quarantina di tordi e un frosone vivo, utilizzato come richiamo per gli altri. I tordi sono una specie cacciabile, ma i mezzi con cui sono stati abbattuti non sono consentiti dalla legge.

Ma i cacciatori onesti cosa dicono?

La caccia è aperta da un mese e già sono stati colti sul fatto molti bracconieri, gente alla quale evidentemente non basta uccidere legalmente gli animali ma che deve accanirsi su specie protette e spesso in pericolo di estinzione.

Gente che, ultimamente, spara anche ai rapaci. Un esempio è il caso dell’astore ferito da una fucilata in Brianza che se l’è cavata per un soffio. C’è un problema di civiltà, quella che manca a tanti amanti di un’attività che loro stessi squalificano e rendono odiosa ogni giorno di più. Ma i cacciatori seri, rispettosi della legge, che fanno? Perché non protestano loro per primi? O non ce ne sono più?

Immagine in evidenza via Carabinieri Forestali di Mantova

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