Gestire l’incontro tra due cani: ecco come fare


Incontro tra cani al guinzaglio: come abituarlo ai suoi simili

Durante l’usuale passeggiata con il nostro cane ci capita certamente di incontrare altri come noi, con il rispettivo compagno di vita al guinzaglio, nella stessa o opposta direzione. Ma non sempre tra due cani si instaura subito una tranquilla convivenza.

Incontrare altri cani durante la passeggiata è un’eventualità piuttosto frequente. Ecco come fare perché tutto avvenga in modo sereno, senza reazioni eccessive da parte del nostro amico.

Due cani che non si conoscono si incontrano: facciamo attenzione

Per chi ha un cane, non ci sarebbe niente di più bello che passare un po’ di tempo ai giardini, chiacchierando con altre persone mentre Fido gioca spensierato con i suoi simili. In effetti è un’aspettativa talmente attraente che spesso siamo indotti imporre al nostro cane una vita sociale ritagliata sulle nostre esigenze, trascurando completamente i segnali che i due animali si stanno scambiando. Ecco perché, spesso, un cane può diventare aggressivo verso un altro cane.

L’obiettivo che ci dobbiamo porre è rendere il nostro cane sereno davanti a un incontro con un altro cane al guinzaglio. Perché ciò accada è importante che il cane abbia avuto una sufficiente interazione con il mondo canino e magari abbia frequentato specifici corsi di socializzazione per cuccioli.

Il cane deve capire che al mondo ci sono molti altri come lui, senza che ciò possa produrre reazioni sproporzionate e di difficile gestione. Dobbiamo insegnare al cane a ignorare altri cani e che la vista di un suo simile non significa necessariamente interazione e gioco, questo anche nell’ipotesi in cui ci fermassimo a chiacchierare con il proprietario di un altro quattrozampe.

Se saremo costanti e coerenti, in breve tempo il nostro amico effettuerà l’associazione “altro cane-indifferenza”, senza che questo stato d’animo possa essere confuso con il timore o l’inibizione. Vediamo come si fa.

Impariamo a conoscere i segnali della vita sociale del cane: regole non scritte

Il primo aspetto da considerare è se il nostro amico peloso abbia avuto un’infanzia socialmente corretta. È tra le 8 e le 12 settimane che un cucciolo apprende le regole della socializzazione, vivendo a stretto contatto con i propri fratelli e con la madre. Un cane cresciuto senza convivere con propri simili difficilmente riuscirà ad avere una vita sociale normale con gli altri cani, a meno che non si intervenga in modo corretto ai primi segnali di paura o aggressività, rivolgendosi a un educatore cinofilo professionista.

Il miglior modo per indurre il nostro amico a non considerare gli altri cani incontrati per caso consiste nel premiare ogni suo comportamento volto all’indifferenza. Possiamo iniziare lodando e rinforzando l’attenzione dedicata a noi, evidenziando così che la decisione di guardarci negli occhi, anziché buttarsi a capofitto verso un suo simile, è stata la migliore. Una volta fissato questo comportamento spontaneo del guardarci, è possibile, come si dice in gergo, metterlo “sotto comando”: ogni qualvolta il cane decide di rivolgerci l’attenzione, pronunciamo una parola specifica, per esempio “Guardami”, cui seguiranno lode e boccone.

A questo punto, nel momento in cui si avvicina un altro binomio, possiamo richiedere noi stessi l’attenzione, pronunciando il comando, fermandoci e attendendo che il nostro amico scelga di guardarci. Se saremo stati precisi e costanti, in breve sarà il cane stesso, alla vista di un possibile amico da conoscere, a rivolgerci l’attenzione, ben sapendo che ciò produrrà effetti positivi per lui.

Durante la passeggiata quotidiana può accadere che il nostro amico, pur avendo le migliori intenzioni di restare indifferente, sia incalzato ad abbaiare in risposta ai vocalizzi emessi dall’altro cane. In questi casi, la prima regola consiste nel rilasciare al nostro cane un gustoso boccone, senza alcun utilizzo della voce.

Così facendo, produrremo un ulteriore collegamento tra l’abbaio improvviso altrui e il boccone ricevuto, rendendo l’abbaio stesso qualcosa di piacevole. Solo così ci sarà un’alta probabilità che il cane, udita la voce di un conspecifico, si rivolga proprio alla nostra persona, quasi volesse dirci che quell’insieme di vocalizzi non lo sta in alcun modo preoccupando.

Cosa fare durante l’incontro di due cani

Innanzitutto non dobbiamo mai cercare di far socializzare Fido se non è lui stesso a chiederlo. Incitare un cane al guinzaglio affinché corra festoso verso un suo simile, anche lui al guinzaglio, è come incitare alla rissa due contendenti in un ring.

Per non farci trovare impreparati o dubbiosi, possiamo simulare differenti situazioni d’incontro con altri binomi all’interno di un contesto di addestramento. Frequentando un centro cinofilo, o proponendo momenti educativi tra amici, possiamo riproporre le condizioni che usualmente potranno verificarsi in città per esempio l’incontro tra due cani in diverse situazioni: in una strada larga, in un vicolo stretto, ecc ecc…

In tutti questi casi, prima di dare inizio alla passeggiata, i proprietari possono mostrare al cane un gustoso boccone, per poi dispensare le dovute lodi se il cane rimane indifferente. Superata l’altra coppia di circa dieci passi, rilasciamo il premio.

Se al contrario il nostro cane manifesta eccessivo interesse verso la controparte, limitiamoci a pronunciare il segnale di interruzione, chiedendo nuovamente al cane di camminare accanto a noi ad andatura maggiore. Allo stesso modo, raggiunto il punto di arrivo, lodiamo e premiamo il nostro cane, in questo modo la volta successiva il suo desiderio di raggiungere il conspecifico sarà minore.

Può accadere che, per ridotte esperienze precedenti o a causa di eventi alquanto traumatici, i nostri amici esibiscano risposte davvero sproporzionate alla vista di un loro simile. In queste situazioni, possiamo adottare tecniche di modificazione del comportamento attraverso adeguati processi di “contro condizionamento” e di “desensibilizzazione”. Questi metodi hanno lo scopo di associare l’altro cane a un evento piacevole, come un premio o un gioco, favorendo un approccio progressivo in termini di distanza tra le parti.

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