Educatore cinofilo o istruttore cinofilo? Le figure professionali della cinofilia


differenza tra educatore cinofilo e istruttore cinofilo

Educatore cinofilo o Istruttore cinofilo?

Le figure professionali nel mondo della cinofilia sono diverse e non tutte hanno le stesse funzioni e percorsi formativi, motivo per cui è molto importante capire che differenza c’è tra un Educatore e un Istruttore cinofilo.

Facciamo chiarezza per aiutare chi fosse interessato a diventare un professionista della cinofilia a capire quale potrebbe essere il suo sbocco lavorativo, quanto impegno e quante ore di formazione servono e come entrare nel mondo del lavoro settoriale in modo proficuo. “Educatore cinofilo” e “Istruttore cinofilo” sono termini che, spesso, vengono utilizzati come sinonimi, ma sono invece figure professionali decisamente diverse.

L’Educatore cinofilo: cosa fa e dove opera

Partiamo col dire che non esiste un registro o un albo di “Educatori cinofili Enci” e di conseguenza non esiste un “corso di educatore cinofilo Enci”. Questo significa che ogni centro cinofilo ha la possibilità di effettuare un percorso formativo alla fine del quale lo studente può essere definito “Educatore cinofilo”.

Ma cosa fa un Educatore cinofilo? L’educatore cinofilo è “colui che è in grado di fare da intermediario nella relazione tra uomo e cane”. Dunque, è un professionista che aiuta il proprietario, e la sua famiglia, nella gestione corretta del rapporto con il cane. Questa figura ha il compito di garantire il benessere del cane e di impostare una relazione serena tra cani e umani. I suoi ambiti di intervento sono:

  • famiglie
  • canili
  • scuole

L’Educatore cinofilo può lavorare aprendo un proprio centro come associazione sportiva dilettantistica e/o culturale, con il relativo inquadramento fiscale. Un Educatore cinofilo è in grado di svolgere i seguenti compiti professionali:

  • accompagnare la famiglia nel processo di adozione
  • orientare nella scelta della razza più adatta allo stile di vita e alla composizione della famiglia
  • inserire il cane nel nuovo ambiente
  • educare le persone e il cane alla convivenza nel contesto famigliare e sociale
  • fare una valutazione del cane, in canile
  • occuparsi della sua educazione al fine di facilitarne l’adozione
  • proporre alle scuole programmi di educazione sulla relazione uomo-cane, sull’etologia del cane e sull’approccio sicuro al cane da parte dei bambini.

Conseguire il solo certificato di Educatore cinofilo è solo un inizio, la reale professionalità si raggiunge con la qualifica di Istruttore cinofilo, che richiede un percorso più lungo e offre competenze più vaste.

L’Istruttore cinofilo: cosa fa e dove opera

Per diventare Istruttore cinofilo la formazione è molto più lunga e approfondita. Quest’ultimo ha competenze decisamente maggiori rispetto al primo per esempio addestrare il cane a svolgere un preciso lavoro o una data performance sportiva con un elevato grado di efficienza in un dato contesto”.

Inoltre, è in grado di intervenire per rieducare il cane e aiutarlo nei casi in cui una patologia comportamentale sia stata diagnosticata da un medico veterinario. Tutto ciò amplia gli ambiti operativi dell’Istruttore, che comprendono:

  • la famiglia
  • il canile
  • le strutture socio-sanitarie
  • i corpi delle forze armate
  • la protezione civile
  • gli sport cinofili.

Gli sbocchi lavorativi per un Istruttore cinofilo sono davvero numerosi e ha molte più opportunità lavorative. È per questo che è necessario scegliere il giusto percorso formativo, ampio e completo:

  • in famiglia, introdurre il binomio cane-uomo alle attività sportive cinofile
  • occuparsi di programmi di intervento per cani con patologie comportamentali in collaborazione con il medico veterinario comportamentalista
  • nei canili, valutare cani con problematiche comportamentali
  • occuparsi di pet therapy svolgendo attività di formazione di binomi uomo-cane specializzati negli interventi di attività assistite
  • svolgere direttamente attività di pet therapy con il proprio cane nelle diverse realtà socio-sanitarie, sempre più numerose, che ne richiedano l’intervento
  • partecipare nell’addestramento di cani per attività di servizio a persone con disabilità sensoriali o motorie
  • nella protezione civile, operare personalmente con il proprio cane nelle attività di ricerca dispersi (montagna, valanghe, terremoti), recupero di persone in mare (cani da salvataggio) eccetera.

Fonte: Scuola di formazione cinofila “Il Biancospino” (www.ilbiancospino.it)

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