Salviamo gli orsi in Trentino


Foto di Francesco De Tomaso via Unsplash

Negli scorsi giorni la Provincia di Trento si è trovata a mal fronteggiare due emergenze diverse ma con simili protagonisti: due orsi, JJ4 e M49, accomunati da un atroce destino.

L’orso M49 aveva trascorso mesi da “ricercato”, dopo essere fuggito dal centro faunistico del Casteller a Trento Sud, fino alla sua cattura avvenuta il 28 Aprile. Da quel momento è stato tenuto ingiustamente imprigionato, pur non avendo mai mostrato comportamenti pericolosi verso l’uomo. Gli abusi, però, non finiscono qui: infatti, a confermare il fatto che la Provincia non avesse alcuna intenzione di rilasciare M49, è arrivata la notizia della sua castrazione. L’assessore trentino Giulia Zanotelli ha dichiarato che la castrazione è “una prassi per gli animali detenuti in cattività”, confermando che M49 rimarrà prigioniero.

La gestione trentina si è rivelata fallimentare anche in merito alla vicenda dell’orsa JJ4. In questo caso l’orsa, dopo 14 anni di comportamento ineccepibile, ha aggredito due cacciatori sul Monte Peller, molto probabilmente, secondo gli esperti, perché aveva dei cuccioli da proteggere e li ha visti minacciati. Ciò nonostante, la Provincia di Trento ha deciso di abbatterla. Fra tutti i buoni motivi per non farlo (compresa la richiesta delle stesse vittime,tra l’altro per niente gravi, di non procedere in questo senso) vi è anche il fatto che questo periodo coincide con quello di crescita della prole e dunque c’è possibilità che i cuccioli possano rimanere orfani e morire.

L’intera situazione ha destato numerose proteste, tra cui una diffida formale al Presidente della Provincia Autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, da parte dell’Ente Nazionale Protezione Animali e dell’Oipa per convincerlo a ritirare la decisione e a indagare meglio sulle dinamiche che hanno portato JJ4 ad aggredire i cacciatori.

Gli ultimi aggiornamenti hanno visto, proprio ieri, il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa impugnare, facendo ricorso al Tar, l’ordinanza con la quale la Provincia di Trento ha condannato a morte l’orsa JJ4. Un atto di importanza essenziale perché rivendica il ruolo importantissimo dello Stato, e quindi del Ministero dell’Ambiente, nella gestione della biodiversità e del patrimonio faunistico.

La lotta per la vita è una lotta che non ha e non deve avere colori di appartenenza. Grazie per il vostro lavoro che ha portato a questo risultato. Sono al vostro fianco per salvare ogni vita.

Questo il commento che Sergio Costa ha pubblicato sulla pagina Facebook della LAV, associazione animalista italiana, che ha comunicato la notizia della sospensiva del Tar di Trento sull’ordinanza di abbattimento di JJ4.

Allo stesso tempo, l’Ente Protezione Animali chiede l’intervento del Ministro dell’Ambiente anche in merito alla situazione di M49, così da portare visibilità sulla vicenda e in generale sulla condizione degli orsi, la cui protezione spesso passa in secondo piano, accantonata da una politica di paura e violenza contro gli animali.

Quello che emerge da questi due avvenimenti è sicuramente il bisogno di una maggiore educazione sui comportamenti di questa specie, estremamente diffidente e non aggressiva se non provocata. Solo in questo modo si riuscirà ad instaurare una convivenza pacifica tra orsi e uomini – sempre possibile, come ha sottolineato lo stesso ministro Costa – senza il bisogno di ricorrere a misure drastiche e prive di sensibilità.

 

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